Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <649>
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Libri e periodici 649
d'Italia, il fiscalismo dissanguatore, il popolo corrotto che si avvilisce sempre-di più, allontanandosi dalle armi .: da ogni azione nobile e generosa, ecc.). Ugnai-mente di maniera è il giudizio sul regno di Carlo l'unico buono dei Borboni che partendo nulla portò seco della corona di Napoli, neanco l'anello di poco valore ch'egli usava tenere a dito .
Osservazioni puerili (per esempio: la morte gloriosissima di Nelson è presen­tata come a un terrìbile ammonimento della giustizia divina per le sue colpe del *9!), inutili ripetizioni, divagazioni frequenti, confusioni nella esposizione, sviste continue: ecco l'unico apporto personale dell'A. alle pagine successive del primo volarne, tolte quasi di peso da recenti e noti lavori di storia del Mezzogiorno.
Bisogna però convenire che nel secondo volume, in coi il S. dà ampie notizie sulla lotta tra Francesi e Calabresi, non manca qualche osservazione e qualche tratto di notevole interesse. Questo anche se egli mostra di ignorare la più nuova letteratura sul suo argomento: sullo scontro di Campotanese, per citare un unico esempio, avrebbe potuto sfruttare, con utilità, alcune belle pagine di un noto e recente lavoro del Pieri.
Il volume si chiude con 100 note biografiche sui; personaggi principali del periodo. E anche qui errori e sviste continue. Non per pedanteria, ma per mostrare che il libro è stato letto, rileviamo per esempio che è inesatta la data di nascita di Guglielmo Pepe, che Gabriele Pepe non fu cugino di Guglielmo; che Ettore Carafa nacque nel 1767 e non nel 1772; che suo padre si chiamava Riccardo e non Rinaldo; che inesatta del pari è la data di nascita del Medici...
Finiamo con l'osservazione iniziale: anche se i documenti d'Archivio riguar­danti il '99 sono stati abbondantemente sfruttati, non manca, specialmente sui moti della provincia, materiale ancora inedito di importanza fondamentale. Gli studiosi locali avrebbero il dovere di farlo conoscere. Per il '99 in Calabria vi sono nell'Archivio di Stato di Napoli preziosi volami (Casa Reale 172, 173), che danno l'elenco completo di tutti coloro che a Catanzaro e a Cosenza parteciparono e ade­rirono alle forme repubblicane. Per l'argomento che più interessa il S. sono im­portanti e completamente sconosciute le relazioni al Vicario dei principali capimassa calabresi (C. R. voi. 1330, con lettere interessanti di Fanedigrano, del Falsetti, del Bizzarro, ectei)
Il Serrao ritorni ai suoi studi approfondendo in questo senso le sue ricerche.
RUGGERO MOSCATI
LUIGI CESIA, Vita di una moglie Teresa Confalorììèri; Milano, Baldini e Castoldi, [1934], in-8", pp. 336, tavv. 3, L. 12.
Non una biografia romanzata, artificiosa e di cattivo gusto, ma la ricostruzione efficace e commossa pur nella sua aderenza alle fonti storiche della vita travagliatis-sima di questa mirabile figura femminile dell'Ottocento. L'argomento offriva anche troppo il destro e alla facile retorica delle rievocazioni inintelligenti e alla non men facile e non meno inintelligente gnperb ietta delle revisioni e delle messi a punto di certa critica. L'autore, la Dio grazia, ha saputo tenersi ugualmente lontano dall'uno e dall'altro pericolo e ci ha dato così un buono e nitido libro, nel quale la simpatia per la protagonista s'accompagna ad una conoscenza sicura del tempo e degli avvenimenti. Non ha pretesa di mutare la valutazione storica di questa figura
ed egli stesso ci avverta sin dall'inizio che il giudizio che i contemporanei
diedero dì Teresa Gonfalonieri quando essa era ancora in vita b rimasto immutato attraverso un secolo, e divenuto il giudizio della storia e può considerarsi ormai definitivo , *- ina bene utilizzando quanto è venuto in luce negli ultimi tempi l'autore è riusciio a fissare l'immagine compiuta e definitiva della moglie di Federico Gonfalonieri. Eroina, eia bene, ma donna, prima, e moglie e, dolorosamente e fuga-