Rassegna storica del Risorgimento
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1934
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pagina
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652
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652 Libri e periodici
Nel racconto del Cipriani, c'è aria, brio, disinvoltura, franchezza. È romanzo ed è storia, in una bella mescolanza, che ri legge volentieri e, qualche volta, anche si ammira, o per le avventure veramente singolari, accadutegli nei due mondi, che di sé l'autore narra; o per l'umanità con cui ci presenta qualche creatura, da lui incontrata lungo il cammino, e cui anche noi à sentiamo portati a dare un po' della nostra simpatia, o perchè ci trasporta in un mondo storico, a noi famigliare, del quale, con entusiasmo, apprendiamo nuove pagine, nuovi fatti e nuovi episodi, che arricchiscono il già ricchissimo patrimonio della nostra risurrezione nazionale.
Lo stesso Leonardo Mordini, nel Dizionario del Risorgimento Italiano del Rosi, ci aveva presentata la singolare figura di Leonetto Cipriani, con una messe di notizie, che, ora, vediamo bene d'onde egli aveva scrupolosamente derivata. Inoltre, erano noti i lavori del Cipriani: Narrazione dei fatti che si riferiscono alla mia missione come commissario straordinario nella città di Livorno, Le Mounier, Firenze, 1848; Sul Risanamento e colonizzazione dell'agro romano, Roma, 1872, che rende il Cipriani d'attualità, sotto un aspetto impensato; una memoria (1833) sopra il patronato di una cappella, con notizie interessanti la famiglia Cipriani; e il racconto della prigionia da lui econtata nella fortezza di Mantova, pubblicato nella Rassegna Storica del Risorgimento (1917, fase. VI).
Rimangono, ora, a noi acquisite nuove pagine di bella importanza, e per l'apporto biografico e per l'interesse generale della storia; e ri leggono ai capitoli Missione a Torino; ce Missione a Parigi; Episodi a Parigi; La Sforzesca , ecc., che mostrano anche come la storia, talora, ci ria presentata, manchevole ed incompleta, dalle relazioni ufficiali; e come un uomo, che opera trasportato da un grande fervore, ria capace di azioni magnanime, che danno risalto a chi le compie e tornano d'utilità alla più grande patria.
Le avventure, che costituiscono la parte maggiore di queste Memorie, sono d'una vivezza, d'una immediatezza tale, che più che da un uomo d'anni e d'affari, paiono dettate da una delle fantasie più vivaci e più sbrigliate; e saremmo tentati di non crederle vere; se non fossimo assicurati in un modo così reciso che lo sono. Che siano però narrate, oltreché in un tono rapido, secco, tagliente, anche con molta enfasi, con molta magniloquenza, e, con l'intento evidente di conseguire quel dato effetto, non v'ha dubbio. Ma era Leonetto che era fatto e che aveva agito cori, come, poi, si narrava al figlio ed a noi.
GIOVANNI MAIOLI
OPUSCOLI ED ESTRATTI
ULDERICO BAHENCO, Il carabiniere Scapacela o nel 1 centenario della morte, Roma, Museo storico dell'arma dei Carabinieri Reali, 1934, pp. 62. (Notevole contributo, fondato su una conoscenza sicura delle fonti documentarie e della bibliografìa sull'argomento, alla storia della mazziniana spedizione di Savoia. L'autore, che da tempo studia su nuovi documenti v. Rassegna 1934, I, p. 200 gli avvenimenti del 1833-34, ha rievocato efficacemente di sulle carte dell'Archivio di Stato di Torino e del Museo storico dell'arma dei Carabinieri la figura dello Scapacci no, eroica vittima del dovere. Numerosi documenti* illustrazioni e facsimili arricchiscono la bella edizione); U. BAHENCO, Il processo Volonteri Borrel per il tentativo d'invanìone in Savoia nel febbraio 1834, esir. dalla rivista Fert , voi. VI, n. 1, 31 marzo 1934, pp. LO. (È ancora un interessante contributo alla storia della spedizione di Savoia e dei processi che la seguirono. Il Marengo vi conferma quanto ebbe già a dire nello studio sulle accuse di Giovanni Re, che gli atti processuali dimo*