Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; SOLAROLI PAOLO
anno <1934>   pagina <662>
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662 de ftecehi di Val Cismon
dalla forza dello Stato e dalla corrente antigiacobina, an­tiromantica, romana, dantesca, alfieriana ed in fondo cat­tolica che costruirà la nuova Italia assorbendo le varie antitetiche correnti in tutta la penisola, Paolo Solaroli segui la sorte di vari ufficiali suoi camerati ed andò a com­battere in Spagna in una legione anglo-italiana a favore degli insorti e contro Ferdinando VII. Fu ferito al Molino del Re e riparò in Francia. Vi ritornò con la Legione Francese Caran e Favier nel 1822 e si battè al fiume Bi-dassoa nel 1823. Scioltasi la Legione Francese andò in Inghilterra dove si arruolò nella Legione di Sir Robert Wilson ritornando una terza volta a battersi in Ispagna, rimanendo nuovamente ferito al combattimento della Corona e rientrando un'altra volta a curarsi in Inghil­terra. Guarito, abbandonò l'Europa e si arruolò in Egitto come istruttore delle Milizie del Viceré Mehemed Ali. Poco vi rimase, che, comandato dal sultano a combattere Tinsurrezione greca per la indipendenza, preferì cam­biare aria e, approfittando delle sue conoscenze inglesi, si arruolò nella Compagnia delle Indie e partì a quella volta.
Correva l'anno 1825 e Paolo Solaroli aveva allora poco meno di 29 anni. Nel primo anno della sua perma­nenza, il 1826, lo attendeva la campagna di Birmania nella quale fu ferito due volte e si guadagnò il grado di Capi tono. Per altri tre anni rimase al servizio della Com­pagnia delle Indie fino a quando il Generale Sir Robert Brown, al quale egli aveva salvato la vita in combatti­mento esponendo la propria, non lo raccomandò ad una specie di Raià ancora indipendente, la Begum Sombre di