Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; SOLAROLI PAOLO
anno <1934>   pagina <670>
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670 de Vecchi di Val Cismon
le, che non con la pur necessaria e fondamentale disci­plina. L'Inghilterra difendeva i suoi interessi alla crea­zione di uno Stato italiano unitario, appoggiandoli al solo Stato solido che la penisola presentasse e non già a gruppi o gruppetti, sia pure di pensatori o di valorosi, la cui azione non era e non poteva essere base ad un largo gioco di politica internazionale, come quello certamente apparve agli occhi veggenti degli statisti responsabili nel tempo e come la Storia ci dice che fu nei fatti.
La faciloneria irresponsabile ci ha già dati sufficienti dolori e disillusioni nelle ore del Risorgimento perchè in sede di revisione storica ne possiamo ignorare le conse­guenze. Ciò sarebbe quanto ignorare chi siamo e donde veniamo, o peggio il perchè siam fatti così e portiamo con noi, sia nella politica interna sia in quella interna­zionale, un determinato bagaglio alleggerito per fortuna dal 1922 ad oggi.
Leggiamo ora le carte, per ritornare, confortati da quelle, sugli stessi argomenti. Non potremo che trarne ragione di conforto, perchè vedremo quanto voglia dire per un popolo Ivere uno stato che appoggia sulla tradi­zione quasi millenaria di una solidia dinastia e come, an­che quando mancano ministri della forz di Cavour, del quale si auspicava in queste lèttere tanto ardentemente il contrastato ritorno, l'unità e la tradizione possano reg­gere il timone dello Stato nelle più difficili contingenze. Il resto, l'azione singola, lo sforzo degli eroi isolati, dei pensatori e dei martiri è mirabile apporto. Questa è forza determinante di concreto destino.