Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; SOLAROLI PAOLO
anno <1934>   pagina <695>
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Del Generale Paolo Solar oli, ecc,,
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simi difetti, indubbiamente un più alto respiro di quegli altri. inutile che diciamo del Regno delle due Sicilie e degli staterelli dell'Italia Centrale che si erano in quel­l'ora sollevati. Se non vogliamo sottoscrivere interamente alla affermazione pure fondatissima che il 1848-1849 fu ovunque un vero fallimento, non potremo quanto meno negare mai che di quella ventata di passione italica, ar­dente ed instabile, non rimasero veramente vive se non la incrollabile organizzazione statale piemontese, che re­sistette come ognun sa anche ai primi sforzi disordinati è scomposti del parlamento e della piazza, e la benedi­zione di Pio IX, che aveva gettato un germe nelle co­scienze cattoliche e patriottiche destinato a dare fiori e frutti fino al 1870 ed al 1929.
Con la sfida lanciata nel 1848, ed invero non sufficien-temente compresa oltre Ticino nella illusione che bastasse un moto come quello delle cinque giornate a cacciare dal­la Lombardia, niente meno che dalla ricca Lombardia, * un impero austriaco ben deciso a rimanervi, e con la suc­cessiva morte di crepacuore del Re Carlo Alberto, l'Au­stria si era oreata nel Piemonte, rimasto vivo ed in piedi, precisamente un nemico mortale. Il problema fra il gran­dissimo ed il piccolo stato non era ormai quello della pace o della guerra, era invece quale dei due dovesse soccom­bere prima. Possibilità teoriche e pratiche di accordo nonché di alleanze fra i due popoli non ne mancarono di poi; ma non poterono mai diventare realtà operante se non dopo la fatale caduta dell'impero. La impostazione drammatica del duello mortale la leggiamo nella lettera del Re Vittorio Emanuele II qui riportata, la soluzione*