Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; SOLAROLI PAOLO
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1934
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696
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de Vecchi di Val Cismon
l'epilogo lo leggeremo nel proclama del Re Vittorio Emanuele III a guerra 1915-1918 oonchiusa e nel bollettino della vittoria firmato dal Suo Capo di Stato Maggiore. Cercare altrove la corrente della nostra, storia recente è quanto meno assurdo. Negare la evidenza di un filo continuativo fra tutte queste circostanze di fatto, di un legame tra avvenimento ed avvenimento, del carattere di filone principale determinante a tutti questi fatti, salvo per gli altri, sia pure il più alto e luminoso, a diventare accessori e soltanto confluenti, è negare il sole di mezzogiorno. Le carte, qui pubblicate per la prima volta, istruiscono chi non sa, guidano gli indecisi, confortano di ir-refriagabili prove coloro che stanno nel vero ed amano le testimonianze.
Erano necessari al vastissimo compito una dinastia solida come quella di Savoia, un Re guerriero, volitivo ed accorto come Vittorio Emanuele II, il Governo sicuro di uno stato solido, quale è quello che l'Inghilterra qui invoca ad alta voce, perchè gli avvenimenti potessero venire dominati e guidati al fine. Senza di ciò, senza gli eserciti contrapposti e vittoriosi in armi qui e su altri fronti in collegamento politico, certamente l'Austria non si sarebbe mai mossa di casa nostra. È canone di assai difficile confutazione che perdono il potere per fatto interno soltanto i Governi che lo vogliono perdere o che si rassegnano a perderlo, non mai quelli che sono fermamente decisi a difenderlo, e l'impero austriaco non era mai apparso per certo uno stato debole e meno che mai lo era in quel tempo,