Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; SOLAROLI PAOLO
anno <1934>   pagina <697>
immagine non disponibile

Del Generale Paolo Solaroli, ecc.,
697
Ben altro che chiacchiere, o sette, o governi provvi­sori di staterelli più o meno faziosi ci volevano ad una co­struzione di tanta mole, che non avrebbe potuto né fafÌ nò reggersi senza quel credito nel mondo; senza una vec­chia e salda organizzazione statale basata sopra una tra­dizione millenaria; e senza baionette e cannoni, non so quanto sapientemente condotte, ma per certo fedelmente ed incrollabilmente inquadrate in batterie, battaglioni e reggimenti. Del resto i fatti sono quel che sono e certa­mente, anche se il dirlo è una noiosa ripetizione, son ma­schi. Le considerazioni che abbiam fatte, ritornandoci ostinatamente sopra perchè ci sembra necessario, ne sug­geriscono molte altre che tuttavia ci porterebbero fuori strada se non fossimo accorti ad interromperle : questa è in ogni parte materia viva, materia politica d'oggi tanto siamo ancora agganciati alla politica estera di ieri.
Ci limiteremo per discrezione ad un'altra riprova di queste verità che appare da un interessante ed acuto stu­dio compiuto da Annibale Alberti sopra un documento inedito di Cesare Balbo, che ha costituito oggetto di una lezione tenuta il 20 luglio ultimo ai corsi superiori per stranieri della Università di Perugia. Negli anni 1845 e 1846 il Balbo aveva preparati per la Revue des deux mon-des alcuni articoli che non furono poi pubblicati e che provano una sua visione panoramica della politica eu­ropea e del futuro assetto del continente. Balbo definisce la sua vasta visione fasre delle utopie ; ma l' utopia troverà invece applicazione nel tempo, così che la situa­zione dell'Europa di oggi la può tranquillamente definire veggenza del futuro . E che veramente Cesare Balbo