Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; SOLAROLI PAOLO
anno <1934>   pagina <698>
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de Vecchi di Val Cismon
fosse ben sicuro di essere nella realtà e non nell' uto­pia lo dice la seguente frase che l'Alberti riporta te­stualmente nella sua densa e penetrante analisi : Ma quanto delle utopie non si realizza nel corso di un se­colo! .
In questo articolo, che non vide la luce, Balbo, che ha guardato naturalmente al vasto settore europeo con oc­chi italiani, sembra già divinare il 1848-1849 : il pullulare dei piccoli sforzi generosi ma non creativi ed in certo qual modo dannosi, in quanto purtroppo probativi di una mentalità anti unitaria; che sarà destinata, ahimè!, a sopravvivere a lungo a far definire anarchici o quanto meno insofferenti di severa disciplina gli italiani e che dovrà totalmente sparire soltanto per la romana azione di Mussolini. Riferisce l'Alberti nel suo sunto analitico: Era vano sperare che la rigenerazione dell'Italia e della (( Polonia, chiamate dal destino alla indipendenza per la soddisfazione dei loro popoli e dell'interesse generale, potesse sorgere soltanto dai nobilissimi sforzi di azioni (( rivoluzionarie locali. Per quanto fossero degne di ap- prezzamento, per quanto si dovesse riconoscere la no-cc biltà del sacrifìcio e del fine, superato l'impulso della passione e valutate con freddo ragionamento mostra- vano l'inanità dello sforzo rispetto agli effetti auspi- cati . E tosto dopo: In un certo senso, le accennate a azioni erano destinate a rimanere sterili perchè con esse si presumeva di risolvere localmente problemi di ordine generale, e, in altro senso, potevano anche es~ sere giudicate dannose ,-.