Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
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1934
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pagina
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706
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706 Vittorio Ciati
con l'alnerismo in generale, con quello del Foscolo in particolare; ed è resistenza nel Piemonte, anzi a Torino, d'un gruppo tutt'altro che minuscolo e trascurabile di foscoliani, giovani animosi, fiore della loro generazione, i quali sono quei medesimi che gli storici sogliono ricordare tra i più ardenti alfìeriani di avanguardia e di azione culturale e politica allo schiudersi del secolo passato.
Ma essi furono e fecero di più; al loro culto per l'Astigiano, elevato e trasfigurato a personaggio di mito un culto che talvolta si manifestava nelle forme commoventi d'un ingenuo fanatismo quasi religioso seppero associare F ammirazione devota per il giovane Foscolo. Associazione facilmente spiegabile oltre che con la nuova italianità misogallica dell'Alfieri, anche pel fatto che.non a torto si volle vedere in lui un ce protoromantico , cioè, nella sua anima tormentata da passioni e da malinconie dolorose e di angoscie profonde, è quindi anche nella sua arte, non pochi elementi propri del futuro romanticismo, destinato a fecondarsi nello spirito e nelle opere dei suoi seguaci ( 1).
11 Foscolo, al quale si volgevano i giovani subalpini, era sovrattutto il Foscolo delle Ultime lettere di Jacopo Ortis, fiammeggianti di nuova passione patriottica, e poscia anche del poeta, dei Sepolcri, il memorabile ce carme liberale , il cui episodio lirico centrale è la stupenda apoteosi delle glorie italiane del passato, accolte in S. Croce, e, fra esse, più vibrante, perchè più recente di tutte, quella dell'Alfieri; apoteosi che suonava come incitamento e vaticinio di altre glorie future.
Questo gruppo dei fervidi ammiratori e seguaci del poeta zacintio non è soltanto abbastanza numeroso, come dicevo; ma è tale da meritare la nostra attenzione anche per la qualità dei suoi componenti, che erano i due fratelli Pellico, Silvio e Luigi, Santorre Santarosa, Lodovico di Breme, Luigi Ornato, Luigi Provana del Sabbione, Cesare Balbo, Carlo Vidua, Giuseppe
(1) Rinvio senz'altro all'interessante volume di G. 6. FERRERÒ, L'anima e la poesia di V. Alfièri, Torino, Paravia, 1932, specialmente ai due primi capitoli. Ma non dimentichiamo che già il FOSCOLO nel Saggio sullo stato della letteratura ital. nel primo ventennio del secolo XIX (in Saggi di critica star, lettor., voi. II, Firenze, Le Monnier, 1862, pp. 248-9) aveva parlato, a proposito dell'Alfieri, della sua radicata malinconia e che, più oltre, a documentare il sentimento e l'intento civile preponderanti nei suoi Sepolcri, riferisce non a caso l'episodio di S. Croce e nota : (/ Il nome dell'Alfieri per Ini fFoecolo] fu sacro fino alla adorazione .