Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <707>
immagine non disponibile

Gli ulfieriani-foscoliani piemontesi, ecc.* 707
Grassi, Alberto Nota, Stanislao Marchisio, Carlo Mar eneo, David Berlolotti, Lodovico Sauli d'Igliano e Buonincontro Ranza, architetto vercellese.
Costoro rappresentavano con diversa efficacia e consapevo­lezza, un movimento di pensiero politico, morale e letterario che, giova ripetere, sarebbe un errore identificare con l'alfierismo, perchè, pur essendone in un certo senso e in parte una deriva­zione o figliazione diretta, ne fu uno svolgimento, anzi una prima applicazione, meglio, una fase ulteriore, nella quale i senti­menti e gli ideali proclamati dall'Alfieri nel campo morale, let­terario e politico, pel rinnovamento della vita italiana, incomin­ciavano per la prima volta a concretarsi e tradursi'in azione. Allora appunto avvenivano le prime avvisaglie, i pruni cimenti, nel contatto, anzi nell'urto di quelle passioni e di quegli ideali con la realtà storica che si veniva rapidamente trasformando. Perciò il foscolismo può ben considerarsi come un anello inter­medio di quella catena di idee, di aspirazioni, di conati e di eventi che congiunge l'età napoleonica, prologo tempestoso e magnifico del Risorgimento nostro, a quella rivoluzione piemon­tese e lombarda del Ventuno che ne fu il primo atto glorioso (1).
Ognuno di questi piemontesi testé menzionati meriterebbe, con le opportune distinzioni e gradazioni, almeno una breve illustrazione particolare al fine di mettere in evidenza i rapporti che ebbero col Foscolo, alcuni dei quali di carattere anche stret­tamente personale; e al fine di determinare la natura e i limiti del loro foscolismo. Senonchè ciò mi porterebbe troppo in lungo, col rischio di perdere di vista l'essenziale. Un limite s'impone; cioè, una scelta. Giova intanto osservare che la cronologia precisa di queste relazioni non è sempre possibile fissare con assoluta esattezza; ma dagli accenni contenuti nelle lettere superstiti del Foscolo e dei suoi corrispondenti possiamo desumere con certezza che le relazioni dell'autore dell'Ortis coi principali fra questi
(1) Dell'influsso foscoliano sulla generazione subalpina del Ventuno può considerarsi un documento non trascurabile quello che risulta da una deposizione del processo contro il Gioii erti, quella d'un sottotenente della Brigata di Casale, 2 Reggimento, il 30 maggio 1833. Vi è ricordato fra gli assidui compagni del Gioberti fl chierico JBcrtinaui, il quale - - nota il teste - - a mi fece conoscere il p. Bogtino dei Filippini . E aggiunge: < Questi mi condusse per farmi vedere due lettere manoscritte di Ugo Foscolo (RINIEKJ, Della vita e delle opera, di S. Pellico, voi, I, Torino, 1898, p. 264). Peccato dover ignorare la qualità e la sorte di quelle due lettere !