Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <709>
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Gli alfieri ani-foscoliani piemontesi, ecc., 709
a quella, citata, al Pindemonte - .ch'egli scriveva a tatti quegli amici torinesi; lettera che alla sua volta suscita in noi un'altra curiosità, destinata, forse, a rimanere insoddisfatta in quanto accenna ad una bella edizione dei loro versi, che per ora è un mistero bibliografico, almeno per me. Vale la pena di riferire il principio di questa lettera, scritta a Milano, nel 1813 :
a Amici miei piemontesi, Bertolotti, Marenco, e- voi tra gli altri carissimo, Grassi, non vogliate credere ch'io mi sia dimenticato di voi, ch'io anzi ho bisogno di vivere e con la memoria e col cuore in mezzo a quelli che hanno nobile ingegno ed animo generoso, E ov'io non vi amassi, non potrebb'essere ch'io non fossi ingrato. A tante cortesie vostre avete aggiunto il dono d'una bella edizione de* vostri versi. Così gli ho letti e riletti ; e credo di poter vaticinare che Berto- lotti sarà un giorno di onore alla sua patria : così fossero veraci del pari le profezie ch'egli fa! (Epist., I, n. 375, indirizzata a Carlo Marenco, ecc. ).
Evidentemente il Foscolo, trascinato dall'entusiasmo e dal-l'amicizia, esagerava illudendosi sul valore poetico dei suoi amici e in particolare di quel David Bertolotti, che appunto il Grassi aveva presentato al Foscolo con una lettera del 20 febbraio 1810, piena di espressioni lusinghiere (1). Ma il Bertolotti, dopo avere destato non poca aspettazione di se per la vivacità e la pron­tezza dell'ingegno versatile onde volle provarsi nei campi più diversi, riusci un mediocre e superficiale verseggiatore e pro­satore. Anche per questo, che gli nocque l'ambiziosa irrequie­tezza di atteggiamenti politici, ispirati ad un opportunismo far­fallino, che lo assomiglia in ciò assai più al Monti che non al suo Foscolo (2).
(X) F, nclYEpisiol. del Foscolo, voi. Ili, p. 369. In essa il Bertolotti non è menzionato, ma è facilmente identificabile per l'accenno del F. al Milton ed agli altri poeti, alla cui traduzione attendeva il suo giovane amico, che il Grassi esalta come uno di quei giovani caldi d'amore per le divine Arti e che imprende il .pellegrinaggio delle Muse .
(2) Basti rinviare all'Ottocento del MAZZONI, pag. 296. Si aggiunga che il Ber­tolotti osò provarsi anche a tradurre // paradiso perduto del Milton,, al quale lavoro attendeva nel 1811, come appare da alcune lettere del Foscolo al Grassi. In una di queste, del 15 ottobre- Rapendolo malato, ne chiede notizie con sollecitudine affettuosa, che non gl'impedJsce di fare una freddura felice, scrivendo: Io temo per lui. per Milton, per noi: ed il Paradiso sarebbe veramente perduto, da che io reputo che* oy;e= egli auendu totis vìribus alle lettere, emergerà dalla turba, (EpìsiiiA., 1. n. 3804 ai quale rimando non senza avvertire che le varianti che