Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <712>
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712 Vittorio Gian
che, oltre all'amore per le belle donne e pei dolci studi! , il giovane torinese aveva appreso dall'Alfieri e dal suo Foscolo anche l'amore all'Italia. Tra queste lettere appunto possiamo cogliere accenti chiari d'italianità fremente e crucciosa. In questa stessa lettera, ora citata, che si chiude così : Io vivo coi morti, e mi rodo in questo stato ; e in un'altra, dell'8 gennaio '17 all'amico, esule già in Inghilterra:
Beato voi, mio dolcissimo amico, che, dopo tante fortune, siete giunto, non dico a salvamento, ma ad avere stato di tranquillità e di pace presso un gran Popolo, che onora gl'ingegni grandi, e sente il prezzo della Libertà e della indipendenza! Non così di noi, che oviamo nelle tenebre cieche dell'ignoranza. Povera Italia! essa agonizza...
Accenti, questi, di pessimismo foscoliano, ma che ci rivelano quale amico degno di Ugo fosse il Grassi, che qualche mese più tardi, il 6 giugno del '17, informando l'amico del suo proposito di preparare una nuova edizione critica del Montecuccoli, gli esprimeva il timore di non poterla dare alle stampe, nelle tristi condizioni nelle quali versava l'Italia e soggiungeva con lo stesso tono accorato :
Pazienza: questa fetida cloaca paga i trilli ed i versetti. Noi siamo spacciati, mio caro Foscolo: dove non è Patria non possono allignare sentimenti generosi: e senza sentimento, non v'ha let­teratura vera.
Chi pensava e scriveva in tal modo mostrava di aver meditato non senza frutto sull'Orazione inaugurale del suo amico.
Per tutto questo non ci stupiremo della lettera che il 21 marzo 1821 il Grassi gli scrisse da Torino, nella quale gli lanciava la notizia del grande evento:
Non ho tempo a parlarvi a lungo. Il Piemonte è in grandissima crisi; vi è proclamata dal Principe di Carignano la Costituzione di Spagna... Non vi parlo della Lombardia che è in grande orgasmo. Abbiamo qui Pecchio, avemmo Davalos; ed il nome d'Italia risuona per ogni dove. Faccia il Cielo che essa si mostri degna de' suoi voti! Noi v'aspettiamo a braccia aperte. Venite, e fate lieti della vostra presenza gli amici vostri...
Ma la lettera"si chiudeva con questo poscritto: Luigi Pellico vi saluta da Genova. Silvio non può salutarvi.