Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <717>
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Gli alficrìani-foscoliani piemontesi, ce, 717
E dopo aggiunti alcuni esempi, concludeva :
E come tutto quest'esercizio me lo senio bollir nella lesta e nel cuore, lo voglio lasciare agli Italiani come un picciol irihulo del mio amore per essi e del mio abborrimento per i loro nemici schernitori e tiranni...
È facile ravvisare in questo documento il germe di quello che pochi anni dopo sarebbe stato il Dizionario militare, il cui autore è assai probabile amico com'era dell'abate Valperga di Cai uso avesse avuto conoscenza di quella lettera.
Comunque, il Dizionario potrebbe ben dirsi un frutto della tradizione machiavelliana e alfieriana, maturatosi nel nuovo clima politico, quando l'occupazione del Piemonte da parte della Francia aveva rinfocolato nel Grassi per giusta reazione, quel sentimento d'italianità guerriera che bene si conciliava con la esultanza del suo cuore fedele alla dinastia reduce di recente nei suoi Stati. Questo sentimento traspariva già fremente nel-YElogio storico del co. G. A. Saluzzo, che è del 1812, del quale nella lettera autobiografica inviata nel 1829 a mons. Muzzarelli di Roma egli diceva di arrossire meno che degli altri lavori dell'età matura per una certa sua indole, che sotto straniera dominazione ritrae un so che di generoso e di franco (1).
Ma si affermava baldanzoso nella prefazione al Dizionario del 1817, intitolata Ragione dell'opera, ragione che procla­mava, sin dalle prime righe, così : ce Le armi nazionali e le buone ordinanze mantengono gli stati indipendenti e le città iraraa- culate , ma devono adattarsi, progredendo, agli usi, ai costumi, alle passioni e sottinteso alle vicende politiche di ogni nazione. Dopo una rapida occhiata alla storia passata d'Italia e a quella presente, il Grassi protestava la propria rico­noscenza ce verso l'ottimo Principe Vittorio Emanuele I, che nel tornare gli Stati suoi di terraferma alla primiera indipendenza,
(1) Passo riferito anche nella prefazione degli Editori alla seconda ediz. (1833) del Dizionario, p. xxxiv, mentre il teste della lettera eru stato pubblicato nella Antologia. Giustamente il Grassi potevo vantarsi di quel non so che di generoso e di franco nel tono di questo suo Elogio, tono d'ispirazione alfieriana e foscoliana, die acquistava maggiore efficacia dallo stile e dalla lingua volutamente olassicheg-gianti alla Machiavelli. Perciò non dobbiamo stupirci che questa scrittura gli procurasse i rallegramenti e le lodi d'insigni italiani, fra i quali piace ricordare il Botta che gli indirizzò da Parigi il 22 aprile 1817, una lettera notevole che il Grassi pubblicò in una nota finale dell'edizione successiva, del 1813. p. 85.