Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <719>
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Gli alficria ni-foscoliani pitinióiittiSi, ecc., 719
lità d'idee; e in nota si compiace d'annunziare che Vincenzo Lancetti ostava apparecchiando l'edizione d*'una biblioteca militare e soggiunge : Dalle schede ch'io vidi parmi più ricco ce di quelle tante spacciate dai ciarlatani sotto questo titolo, spe- cialmente in Francia... .
Ma il nuovo scrittore italiano che si afferma caldo e risolato di passione e di fede sulla soglia del Risorgimento, noi lo sentiamo più ancora in una pagina dell'altra <c Considerazione Sui Dragoni , là dove celebra la memoria di Giovanni de' Medici, capitano delle Bande Nere e, con uno scatto di poeta generoso, ma anche fieramente rampognatore, si chiede: Ma chi fra i ce nostri scrittori celebrò il nome di questo giovane eroe? Per coronare una tomba italiana io debbo cogliere i fiori in terre ce straniere (1).
Queste pagine del Foscolo ebbero senza dubbio una virtù ispiratrice e, direi, fecondatrice sulla mente del Grassi, che dal livello dei modesti conati del conte Galeani Napione, da lui indiscretamente esaltato (2), potè così elevarsi ad una ben più larga concezione della lingua considerata come strumento del pensiero nazionale.
Del MontectLccoli foscoliano egli non tardò a informare i let­tori del suo giornale. Fino ad ora non si conosceva a questo riguardo se non il breve accenno datone dal Foscolo nella lettera del 6 aprile 1809, nella quale così scriveva all'amico : ce Siate ringraziato in nome di Raimondo Montecuccoli e mio . Ma qui vale la pena di esumare la recensione, insolitamente ampia, che il Grassi aveva inserito nel n" 41, 24 marzo 1809, del Courrier,
(1) Qui il Foscolo ciLa il BRANTOME, Memorie ili Giovannino e di Cosimo (sic). Purtroppo, avrebbe potato aggiungere anche Pietro Aretino.
(2) Nel Courrier, nel Corriere e nella Gazzetta piemontese sonò frequenti gli articoli net quali il Grassi prodiga le sue lodi al vecchio conte piemontese, sovrai-tutto nel n. 74 del 1814 (30 maggio), dove si legge una Notizia letteraria sull'opera Dell'Uso del pregi della lingua italiana, recentemente ristampata in Firenze. La Notizia, firmata G (Grassi), e scritta con grande fervore e vi si esalta anche l'augusta famiglia di Savoia . L'indiscrezione nelle lodi può dirsi, del resto, giustificata e dalla nobiltà e importanza degli intenti e dell'opera del Napione, tenuto anche conto dei tempi, e delle condizioni del Grassi. Nel Courrier del 12 gennaio 1806. parlandosi delle Memoria sulla vita di Gitio da Pistoia dell'abate Ciampi, si nota che il libro è dedicato a M. Galeoni Napione Cocconato , presi­dente della Classe di Belle Lettere dell'Accademia Imperiale di Torino, savnnt, illustre, très-conmi pei tuoi scritti ed al quale la letteratura nostra è debitrice dell'opera Dei pregi, eoo.