Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <724>
immagine non disponibile

724
Vittorio Cian
essere anche devoto e caldo lodare d'un Cesarotti (1) , collaboratore del Monti nella Proposta e potè finire perfino acca­demico della Crusca.
Inoltre questo piemontese, purista ragionevole e tempe­rato (2), che per l'educazione avuta e pei suoi gusti, inclinava verso il classicismo, anche in ciò aderente agli esempi e al pen­siero del suo Foscolo, pur dichiarandosi diffidente delle novità romantiche in quanto gli parevano merce straniera pericolosa per la originalità dell'arte italiana, diede tutt'altro che prova di quella intolleranza irragionevole che era cosi frequente al suo tempo. Anzi nelle manifestazioni letterarie della sua onesta e ferma italianità, egli, pur nelle forme misurate e prudenti che gli erano imposte dalle sue condizioni personali, rivela una lar­ghezza d'idee che allora era tutt'altro che comune e non era punto in lui effetto di superficiale o comodo eclettismo, o di scarsa forza di convinzioni, ma era anzi dovuta ad una superio­rità di visione che gli permetteva di elevarsi al di sopra dell'an­gusto parteggiare e dell'accanito contrastarsi delle due scuole. Perciò egli, pur essendo classicista convinto, nell'atto stesso che si dichiarava non romantico, si mostrò capace, anche per le sue esperienze di giornalista a conlatto con la vita, di sentire le esigenze incalzanti dei tempi e di esprimerle. Perciò non dob-
(1) H Grassi, che non aveva trovato modo di consacrare neppure una riga ai Sepolcri del Foscolo, dedicò una lunga recensione, divisa in due numeri del Courrier de Tiirin (n. 271 272 del 5 e del 9 marzo 1808) alla Pronea di quello che egli proclama le premier des litlérateurs d'Italie , il quale con quel poema aveva voluto pagare il suo tributo di riconoscenza a S. M. l'imperatore e re, rivai d'Homère et d'Ossian . L'articolo, che è firmato in tutte lettere ce J. Grassi si conchiude, fra un nembo d'incensi, con queste parole che recano un interessante dato biografico: a Me felice, (scrive l'articolista) se sono riuscito a rendere all'ini- mortale autore della Pronea tutta la giustizia che gli è dovuta; ma ben più a felice ancora se questa testimonianza de mon admiration tombant entre les mains de ce Ncsior de la littérature, peut lui rappeller son jeune ami, honoré de a ses conscils et de ses lecons dans les premiers pas qu'il faisait dans la carrière des lei.tres... Ces conseila et ses leeone que des circonstances malheureuses ont, peut-ètre, rendo inntiles, la reconnaissance les a grave dans mon coeur, et le <r che valici- Cesarotti en recoit ici un hommage solcmncl a. Concediamo tutte le attenuanti possibili, in grazia della riconoscenza espressa dal Grassi con tanto calore; e aggiungiamo ohe questi accenni a rapporti personali passati fra il giovine Grassi' ed il nestore Cesarotti, corno fra discepolo e maestro,- fanno pensare a più remoti inizi della amicizia sorta fra il primo ed il Foscolo, che, com'è noto, fu, in un certo senso, discepolo del Cesarotti, a Padova.
(2) Vedasi ciò che ne scrisse LUIGI FALCHI, II sentimento nazionale nelle origini del purismo, nella N. Antologia del 16 agosto 1916, (p. 15 dell'estr.).