Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <725>
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Gli al fieri ani'foscoliani, piemontesi, ecc., 725
biamo stupirci che il Grassi, lungi dall'osteggiare il moto roman­tico, abbia saputo dimostrare in molte occasioni le sue simpatie verso le manifestazioni più serie di esso, sovrattutto allorquando venivano dai suoi amici, dei quali conosceva l'onesta italianità dei propositi, e che appunto per questo incoraggiava e lodava senza restrizione.
Sebbene queste nostre ricerche sieno volte specialmente al campo storico-politico, è pur doveroso addurre qualche prova di queste affermazioni, almeno per alcuni casi di maggiore impor­tanza, anche per le attinenze evidenti che questa materia lette­raria ha con la politica.
Allorché vide la luce il Carmagnola del Manzoni, il Grassi si affrettò a salutarne la comparsa con parole di plauso sincero, in un articolo che gli parve degno d'essere riprodotto in quelle Operette varie che uscirono postume nel 1832, ma che egli stesso aveva preparate per la stampa :
Quel giusto desiderio egli scriveva da noi più volte in questi fogli manifestato di veder gli ingegni italiani rivolgersi alle nostre antiche istorie e dai fatti dei nostri maggiori desumere argomenti di tragedie, che impressionati di pensieri, di passioni e di modi vera­mente italiani, divenissero un efficace eccitamento ad imitare le chiare azioni di quegli illustri trapassali, questo desiderio è stato ora, e assai più presto di quello che ci aspettavamo, soddisfatto dalla nobil penna di Alessandro Manzoni.
A queste parole nelle quali si afferma un programma di pensiero civile, fanno degno riscontro quelle che seguono il lucido riassunto della tragedia, contenenti uno spunto di pro­gramma critico-letterario, che ben può dirsi romantico, ce Da ce questi rapidi cenni i nostri lettori avranno veduto che l'autore ce non ha voluto farsi càrico di nessuna regola d'unità di luogo ce e di tempo . Vero è che a questo punto il letterato sembra non volersi compromettere troppo ed assume un atteggiamento fra imparziale e neutrale, avvertendo che dei principi che lo avevano guidato ce in questa bella composizione, il Manzoni discorre egli stesso nella prefazione, e aggiungendo che l'indole del suo giornale non gli permetteva di ce discuterli ponderata­mente . Egli lasciava poi oc al giudizio e molto più al cuore dei lettori il decidere dello stile e della sceiieggiaura della tragedia, confessando essere questione di gusto; e concludeva: Ma la