Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <726>
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Vittorio Clan
sentenza finale sopra queste questioni di gusto spetta all'Italia intiera (1).
Più esplicito in fatto di critica drammatica e in senso roman­tico anziché no è il Grassi qtiando parla nel 1827 della tragedia del suo amico Carlo Marenco, uno dei foscoliani, / Boii-delmonti e gli Amidei. Dopo espostane la tela, osserva:
Nel parlare di essa ci saremmo recati a vergogna di valerci del-l'antica norma delle tre unità, poiché non vi ha lettore di buon senso che non dimentichi facilmente quelle del luogo e del tempo, quando il calor sempre crescente dell'azione non gli dia campo di accorgersi della loro mancanza (2).
Ancora più significativo è il fatto che il Nostro non mancò mai di annunziare nel modo più lusinghiero, senza tuttavia risparmiare giuste osservazioni, le numerose troppe ver­sioni che Michele Leoni veniva prodigando dall'inglese, a comin­ciare dall'Ossian e via via fino allo Shakespeare, al Milton e al Byron (3).
Ma i suoi scrupoli di classicista lui l'altro., dunque, che intol­lerante, ed il suo buon nazionalismo letterario gli suggerirono un monito ai ce giovani studiosi che mi sembra non inutile riferire :
Resta che avvertiamo i giovani studiosi a procedere con molte cautele nella lettura di queste poesie. Noi sappiamo quanto gran
(1) Operette varie di G. GRASSI torinese, Torino, Marietti, 1832, pp. 143-8.
(2) Articolo riprodotto nella cit. Operette, pp. 149 seg.
(3) Nel Corriere torinese del 24 giugno 1814, annunziando VOssian tradotto dal Leoni (Firenze, 1813), che il Grassi ricordava come già noto per le sue versioni dall'inglese, fra le quali il G. Cesare dello Shakespeare, lo proclamava ce superiore per la fedeltà alle libere traduzioni del Cesarotti, quantunque non possa (e chi '1 potrebbe?) pareggiarlo nel verso . Ma avvertiva il Leoni che egli fu da gran a tempo preceduto nella traduzione di alcuni di questi nuovi canti d'Ossian da un alto ingegno fra i nostri Piemontesi, il quale ad altre gravissime cure non disgiunte n dalla sua dignità, accoppiò mai sempre l'ornamento delle buone lettere... Queste traduzioni vennero alla luce nel 1 voi. degli Ozi letterari, stampati in Torino <c nel 1787, precedute da una dotta dissertazione sopra la storia dei Druidi . D. Grassi poteva almeno aggiungere che questo insigne personaggio si era celato a metà negli Ozi letterari, firmandosi con le iniziali P. B nelle quali a noi è facile riconoscere quel Prospero Balbo, al quale appartengono altre versioni dal­l'inglese contenute negli Ozi ateBBi. Per la verità poi il Grassi poteva inoltre avver­tire che la dotta dissertazione sui Druidi era anche ce lezione accademica dì P. B. sulla Storia dei Druidi scritta da Giovanni Smith.
Non ho bisogno di rilevare come queste notiziole sieno documenti non trascu­rabili per hi storia della cultura nel Piemonte di quel tempo. Severe osservazioni alle tragedie scelte dello Shakespeare tradotte dal Leoni si leggono nei due articoli contenuti nel Corriere del 20 e del 27 gennaio 1816.