Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <727>
immagine non disponibile

Gli al fieri ani-foscoliani piemontesi, ecc., 727
danno ha recato alla splendida nostra ragione poetica l'imitazione stemperata del bardo di Caledonia. D. nostro Parnaso suonò per molto tempo di voci barbare e strane, di ulular di cani, di fischiar 'di nembi, fremer di torrenti, muggir di rupi; la bella poesia italiana aborre queste immagini desunte da impure fonti sotto cielo straniero; e voi, giovani, dotati di animo caldo e di cuor gentile, valetevi del sentimento che spira da tutti i versi di Ossian, imitate i versi dei suoi traduttori nella loro sempre varia incessante armonia, ma abbiate per guida il vostro sentire ed i primi nostri poeti.
A parte quell'incitamento alla imitazione, la chiosa del fer­vorino coincideva con la nota poetica che il Manzoni aveva accen­nato nei Versi in morte dell9Imbottati, mentre il richiamo ai danni che l'ossianismo aveva recato alla nostra poesìa pareva colpire anche quel Vincenzo Monti, al quale il nostro critico-giornalista non aveva risparmiato gli incensi (1).
IL fervido nazionalismo politico del Grassi lo spingeva anche a biasimare la moda tendente a preferire sul teatro produzioni straniere a quelle nostrane. Così il 18 ineggio 1812 egli rimpro­verava il gruppo di filodrammatici torinesi che per una prima rappresentazione al teatro Su ter a erano ricorsi al repertorio tedesco, preferendo un Pappagallo del Kotzebue tradotto in cat­tivo italiano ad una commedia del Goldoni; il quale doveva prendere il posto del tedesco con tutta la sua ce sensiblerie .
H teatro comico italiano osservava il Nostro ha una sua propria fisionomia originale ; si distingue per una gaietée viva e franca, per la larga pittura dei caratteri. Gli italiani non devono rivolgersi al commediografo di Berlino per ridere o pian­gere alla maniera tedesca. Il est tems qu'ils fassent usage de leurs richesses nationales , facendo rivivere i capolavori anti­chi; anche, se credono, in buone traduzioni, le opere di Molière,
(1) Basti ima citazióne. Nel n. del 13 maggio 1819, annunziando con gran lode una nuova tragedia d'un nostro concittadino, il sig. Sion. Marchisio, intito­lata Mileior il Gr. scriveva: A questo nostro parere si accosta pur quello del a primo poeta d'Italia, il cav. Monti . Manco male che egli aggiungeva questa esortazione all'amico Marchisio, che, si ricordi, era stato uno dei giovani fosco­liani: Resta che egli prenda lena e coraggio a tentare nuove vie non ancor tocche o appena accennate e che imitando i primi padri della tragedia i quali apprcsen-ctarono agli occhi dei loro concittadini le cose nazionali, ardisca egli di lasciare i nomi e le imprese dei Greci e ci tragga a versar lagrime italiane sopra vicende italiane. La nostra storia piena nei suoi tempi eroici, cioè nei primi secoli dopo il Mille, di forti e grandi fatti, gliene somministra gli argomenti .