Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <732>
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ViUorio Ciati
conclude sono tanto rare quanto i veri amanti di libertà in Italia .
Non meno interessante è un'altra lettera che lo stesso conte Emanuele della Cisterna, sulla strada fra Torino e Mortara. avviato a Milano, scriveva al Grassi un ce 14 novembre , forse di quel medesimo anno 1816. Prevedeva di non poter trovarsi prima della fine delia settimana ventura a Milano, nel palio dei romantici , e questa speranza gli faceva sopportare ce con maggior pazienza le cose rurali . Supponendo che ce l'Abatino nostro , cioè il Di Breme, avesse qualche cosa da dirgli, prega l'amico d'informarlo di questa sua venuta. A lui, Grassi, costretto a rimanere inchiodato a ce quel suo tavolino , mentre avrebbe desiderato tanto d'averlo compagno in quella gita, non augura et altro piacere che quello che Ella può ritrarre dallo studio scrive per non esservene da noi [cioè, in Piemonte, o a Torino] degli altri . Parole quest'ultime nelle quali non è difficile sentire le puntura politica, piena di amarezza sincera. Di innocue punture letterarie offre un viaggio non trascurabile una lettera, firmata ce Demetrio , forse un altro dei Breme, che il 4 luglio del '19 veniva da Mortara al Grassi per dargli certe notizie che anche per la loro forma volutamente oscura tradiscono la materia e l'intenzione politiche :
L'adunanza del 19 rimarcabile per petulanza de' Ministri, mi prova la loro forza in questo momento, ed il sig. Bignon fa veramente cattiva figura con quel suo parlare misterioso, benché io sia persuaso della verità delle sue asserzioni contro i sudditi, ma per la causa dei bannis bisognava o non dir tanto, o dire di più. Vedremo nella prossima seduta.
Lo scrivente dava anche notizie del La Cisterna, non così del Di Breme. ce Di Breme non so nulla, caro signor Giuseppe, non essendo io più stato a Milano. Ma penso che se il Papà ha som­ministrato fondi, come aveva promesso, egli deve essere ora sul lago di Ginevra . Mandava saluti agli amici torinesi Caraglio, Bandisse, Collegno e Favet; ma non al Ricaldone, sapendolo in villa; e con chiù deva: ce Io mi tratterrò qui fin verso il 15. Sarà allora più di due mesi che faccio il contadino e basta per Dio .
Il documento epistolare più antico di Lodovico Di Breme in questo carteggio del Grassi è una breve lettera del 31 feb­braio 1811, che appartiene agli inizi della loro amicizia anche