Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <733>
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Gli alfier ioni-foscoliani piemontesi, ecc., 733
perchè il Breme, ringraziando con lodi anche a nome di suo padre, l'amico torinese pel lihro inviatogli, è ancora al ce lei (1).
Con un'altra senza data (ma posteriore alla precedente di almeno cinque anni, considerando l'accenno al Dizionario mili­tare, che è del 1816, e l'annunzio del Grand Commentaire, stam­pato nel '17), il Di Breme accompagna e vivamente raccomanda al Grassi l'amico Berchet, il quale si recava a visitare Torino:
Se mi vuoi toccare il cuore gli scrive accogli il mio amico Berchet, che ti trasmetta la presente, con tutta cordialità e addiriz­zalo come va, oiuFei vegga e conosca e tocchi con mano ogni cosa costì, che tale è lo scopo del venirvi suo, dappertutto dove tu stesso lo potrai accompagnare mi farai gran piacere di farlo tu stesso, ma raccomandalo e puntellalo almeno bene del resto. Fallo in nome mio conoscere all'amico Peyron. Cesare [Balbo?] ha da essere troppo affaccendato onde tenerlosi vicino e aiutarlo gran fatto. Nulla meno glielo raccomando per introdurlo presso la Diodata [Saluzzo Roero]. E tu recativi espressamente in qualche via, ed ivi fagli onore. Pre­sentalo pure al mio Emanuele [della Cisterna] s'egli è ancora costì, perchè la contessa Masino mi scrive d'un di lui viaggio in Isvizzera. forse già si avviò. Insomma ti raccomando il sig Berchet con tutta quella sincerità di affetto che te lo ha da rendere 'prezioso. Non ti fo il suo panegirico perchè sarebbe materia lunga. Al tuo buon naso ogni poco è superfluo quando si tratta di persona colta e più che colta, anzi decisamente letterata. Mandami il tuo Dizionario. Aspet­tati ad una mia rumorosa uscita Europea; ma non ne fa (sic) motto col Berchet che nulla ne sa. Ch'io riceva una volta quei benedetti crociati. Jenny ti saluterebbe se sapesse ch'io ti scrivo.
La ce rumorosa uscita Europea non può essere se non il citato Grand Commentaire (1817), i ce benedetti crociati è allu-
(1) Questo passo di lettera del Di Breme fa pensare ad un altro della lettera, pure inedita, che il Bertolotti scrisse al Grassi il 20 luglio 1813, da Milano: ...Jeri si discorreva di letteratura piemontese a pranzo con qualche calore ed io diceva: parlatemi di Caluso, di Nnpione, di Grassi e di Gioberti (sic, Giov. Ani. Giobert, geologo e socio della Beai Accademia delle Scienze), ma non dì Diodata di B. Tn m'intendi . Il Grassi intendeva bene che nimico alludeva al Di Breme. Segno che fin d'allora era avvenuta quella rottura del Bertolotti col Di Breme che è chiaramente attestata dalle lettere di quest'ultimo. Il Grassi era costretto a barcamenarsi pur essendo consapevole della superiorità e morale e intellettuale del Dì Breme.