Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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738
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738
Vittorio Cian
È tutta un'ondata dì nero pessimismo, sincero nel fondo, ma non senza la posa consueta di romantico, e, come si vede, con un vocabolario che si potrebbe dire di futurista esasperato.
Vede nero nelle cose e negli uomini. Vittima di questa visione pessimistica, ancora una volta, il Bertolotti, del quale scriveva :
Di Bertolotti nulla so più, fuori ch'egli morrà qual vive sfacciato marino lo: chi non sarebbe profeta dopo tanti anni e tali e giornaliere esperienze della sua nequizia? Ora egli ha fatto un fascio, di Deo-data (sic), Revello, di Casalis, di Andrà, di te, di Androli e vi ha tutti lodati ad un metro (1) e dice: ce Gran Piemonte che accoglie èa se una Plejade di sì peregrini ingegni! Io poi ti so dire che la letteratura di costì veduta di qua mette compassione e i buoni giudici compiangono che tu e Diodata, Cesare e Boucheron e si qui olii siate legati ad un timone coi quadrupedi. Non già per quella raccolta di lodi alla Regina, che in affari tali poco monta; ma si dice in genere e così per compiangervi di non poter neppure alzarvi a quel volo che vi toglierebbe fuori da quei fastidiosi vermiciattoli. Ci ha poi quegli altri che sanno qualcosa, è vero, ma sguaiatamente parlano di tutto, e pedantescamente e sono eunuchi, e ti maneggiano una pulzella di diciasette anni come se avessero per le mani una polenta .
Un interesse d'altra natura offre l'ultima parte di questa lettera, dove si accenna in tono amabilmente fanfaronesco alla preparazione dell'imminente Biblioteca italiana: ce Ti so dire che ce la sinfonia d'apertura del Giornale italico, ossia il discorso di cui fu fatta ieri sera lettura nel mio crocchi etto, è cosa tutta ad ce onore della più soda e più disinvolta e coraggiosa filosofia. Vi ha poi un articolo della Stael (sic) piuttosto sugoso (2).
(1) Pel Grand Commentaire rinvio al CALCATEHKA, Introduzione all'eccellente dizioni--, cit. delle Polemiche, pp. IX segg. e pp. uoacv seg. A proposito della contessa di Masino ricordiamo qui la lettera del nostro Di Breme a S. Pellico, citata dal CALCATEBRA, Op. cit., p. cui, del 1820, nella quale gli parlava del giovili Balbo nell'atto di ascoltare da Ini la lettura AeWEufemio del Saluzzese in casa della contessa di Masino, tra gli entusiasmi di Barbarina Del Pozzo mistica e sovrumana fanciulla , di Delfina Balbiano di Viale, sua sorella, ecc.
(2) È quasi superfluo rinviare al nolo saggio di A. Luzio, su G Acerbi e La Biblioteca italiana v in Studi e bozzetti, ecc., 1 voi., Milano, Cogitati, 1910, dove (pp. 21 segg.) si tocca anche delle relazioni del nostro Di Breme con la Stael, della quale era fervente ammiratore e paladino , relazioni per le quali sono da ricordare Bovrattutto i contributi del Muoni e della Montanari, la quale a pp. 364-5 del suo scritto Per la storia d* Bibl. itol. nel voi. II della Miscellanea:* in onore di G. Mazzoni, Firenze, 1907, rende giustizia al Nostro.