Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <739>
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Gli affìeriani'foscoliani piemontesi* ecc., 739
Dal suo canto il Grassi cercava di assecondare l'amico nella sua, del resto, giustificata vanità di letterato d'avanguardia, bramoso di rinomanza, e dotato d'intelligenza e di onesto coraggio per potersela meritare. In una letterina che dev'essere della metà, circa, del luglio 1816, il Di Breme, dando al suo corrispondente del voi , ma anche del <e carissimo e dolcis­simo , così esordiva : Se siete voi l'autore di quell'articoletto che annunzia al pubblico di costi il mio discorso, accogliete i miei ringraziamenti . In realtà, questi ringraziamenti il Grassi se li meritava, che dando notizia, nel numero del 9 luglio 1816 della Gazzetta Piemontese, del Discorso intorno alla ingiustizia di alcuni giudizi letterari italiani di Lodovico Arborio Gattinara Di Breme, figlio, si mostrava sereno e leale avversario, in tono d'amico, scrivendo:
In questo elegante libretto si riduce con sommo ingegno e con profondo calore, in precisi termini la questione della letteratura Ro­mantica, e si parla della baronessa di Stael e delle lettere nostre. Noi ci asterremo per ora dal giudicare dei principj professati dall'illustre autore in questa sua opera. Essi desteranno certamente gran rumore in tutti gli studi d'Italia. Ne poteva la loro novità trovare un propa­gatore più ardito e più dotto ad un tempo. Lo spazio conceduto in questo giornale alle cose letterarie ci vieta di entrare in materia, e però basterà di far certi i nostri lettori, che in questa operetta, tutta piena di alti pensieri, la dottrina v'è accompagnata da quella per­suasione che deriva da uno stile caldo e fortemente sentito. Forse avverrà che convenga a chi scrive questo avviso, di dichiarare li suoi principj sulla stessa materia, ma allora egli lo farà in un'opera a parte, non credendo che una lunga discussione di alta letteratura debba trovar luogo in un foglio periodico.
Strano, che nella lettera ora citata il Di Breme non accen­nasse a questa mezza promessa fatta dall'amico di dedicare un'cc opera a parte a riprendere l'argomento ed esporre le proprie idee in materia. Invece egli, ancora nel caldo della batta­glia, si sfoga contro quei <c giornalisti, manifatturieri, faccen­dieri letterari ai quali aveva alluso nel suo Discorso e con un tono che si direbbe foscoliano, aggiungeva ; Già io non ho, né voglio mai più aver ritegno nella verità. Purghiamo, purghiamo queste stalle di Augia . Intanto annunziava che si disponeva a partire per Losanna e Coppet, e in un poscritto informava : ce Sto