Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <743>
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Gli alfierianì-fascoltarti piemontesi ecc., 743
ed oggi ella è un miracolo di senno e di esperienza, e un antemurale contro il genio malefico dell'ignoranza e del servaggio, a Filadelfia, a Londra, a Bruselles, a Stakolui, a Cristiania, a Vurtemberg, a Ginevra, a Losanna... e nel cuor mio, Grassi, nel cuor mio, tei giuro. Se a quel nobile scopo s'abbia da immolare il trastullo poetico, e non sia più compatibile colla ragione cosi educata, s'immoli, e sia pur finito il periodo d'amplificazioni e di rime; ma non è vero; la vera vena poetica è nel cuore e quanto più saremo intimamente inciviliti, cioè perfezionati nella conoscenza di noi medesimi, tanto saremo più efficaci poeti e tanto questo eccelso linguaggio diverrà vieppiù ministro di virtù publiclie (sic) e domestiche, di consolazioni, di voluttuosis­sime estasi; e così la poesia tornerà anzi all'antico suo uffizio imme­desimandosi colla vita dell'uomo, e partecipando a tutte l'altre fun­zioni sue. L'ingegno umano eoa perfezionato in America, in Inghil­terra, nell'alta Germania e nei Cantoni di Vand e di Ginevra, è più poetico cento volte di voi Accademici e sputa tondo italiani; questa vostra Italia Arcadica, ingegnosa, amorosa, armonica, voluttuosa non è tale, perdinci! in realtà, e tale non esiste appunto che nell'idea dei forestieri e nel concetto loro poetico e nella loro coucitatissima fantasia. Gl'italiani invece sono così sterili oggimai, così limitati e così guasti in cuore dalla loro vigliaccheria e dal libertinaggio esor­bitante che non si sanno tampoco innalzare all'idea d'ima più forte e più ingenua e più splendida ragion poetica: a dargliela loro questa idea, bisogna che se la veggano innanzi cotesta rinnovata poesia. Or chi na destinato a segnalare un'altra epoca d'ispirazione? chi, Grassi mio? Milord Bairon (Biron) io penso, n'è incaricato dalla natura. Mi saprai dire un qualche giorno, se il suo Giaor, se il suo Chi là Harold, se l'episodio al Castello di Chillon, tutto il suo viaggio intorno a questo Lago, le notti, le aurore, le donne, le virtù patrie da lui cantate stiano, si o no, a paro di quanto l'antica, cioè la bambina mente umana seppe mandare alla nostra alla nostra (sic) venerazione. Oh! Grassi che paese antipoetico è l'Italia! Che svenevole prosa consigliano le servili aure di Torino, di Firenze, di Roma, di Napoli! Invece qua tutto è seduzione al cuore ed all'ingegno. Tutto ciò che presso di noi è argomento di scandalo, e ordigno di corruzione, qua è santificato da una luminosa 6 vasta economia sociale: musica, ballo, scrittura, eleganza di vesti, di foggie, di adobbi; delizie villereccie, feste e brigate, tutto è conducente olle virtù domestiche, all'amor conjugale, ma a vero squisito amore. Qua non si ubbidisce che alla ragion delle cose, e se un minimo passo faccia ovunque questa ragion nella mente umana, qua è tosto ripetuto, proclamato