Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <745>
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Gli al fiorumi-foscoliani piemontesi, ecc., 745
Nell'autunno (1816), ritornato a Milano e calmata alquanto quella febbre romantica fattasi più acuta nell'ambiente di Coppet, anche le lettere dell'abate piemontese riacquistano un tono più pacato e moderato. Così in una del 15 settembre racco­mandava vivamente all'amico il sig. Eyraud, che gli si sarebbe presentato in suo nome, ce assai valente nell'ammaestramento dei Sordo-muti , e al quale era stato cooperatore. Lo avverte che ce di sordo-muti il Piemonte n'abbonda , e per incuorarlo a proteggere quel valentuomo, lo invita a pensare che ce verisi-cc milmente la scienza dell'analisi su di cui riposa questa Scuola, ce sarà stata invenzione italiana, che l'Épeé e Sicard avranno ce rubato a noi questo espediente e che senza dubbio i nostri ce Sordo-muti ne seppero in ogni età molto più che i più eloquenti ce favellanti delle altre nazioni . Evidentemente il Di Breme intendeva così di solleticare l'amor proprio nazionale del­l'amico, facendosi perdonare gli sfoghi imprudenti della lettera dell'agosto passate.
Intanto è vero che soggiungeva celiando : ce Vedi, caro Pep* ce pino, se ho migliorato dopo la tua apparizione fra noi, e se ce do speranza di rimettermi sulla via di salvamento ; e non mancava, a proposito ancora dei Sordo-muti e del metodo didat­tico dell'Eyraud, di ricordare al Grassi che ce nel Giornale del ce 1810 o dell'811 v'hanno due mie relazioni ragionate di alcuni ce esercizj pulitici (sic) sostenuti con molta lode dagli allievi di ce Eyraud; e queste relazioni gli valsero appunto un annuo asse-ee gnamento .
Una lettera posteriore, del 16 ottobre 1816, ci svela meglio quale fosse l'argomento del vagheggiato romanzo di cui era cenno nella lettera del luglio ; un argomento romantico per eccel­lenza. Infatti il Di Breme prega l'amico Grassi di battere il ferro ce mentre è rovente , cioè d'insistere presso l'avvocato Bessone perchè si compiaccia di tosto effettuare le sue cortesi ce esibizioni ce bibliografiche e storico-letterarie e ritragga fuori dalla Biblio-ee teca Reale di bei documenti su Crociati piemontesi. Molto si ce ha da sperare dalla gentilezza di quel benevolo personaggio ce e so che lo soccorre una doviziosa erudizione . Attendeva anche dall'amico ce o scritte o stampate, quelle chiacchiere ce Napoleoniche e apriva il cuore alla speranza anche perchè ce il discorso del cav. Durandi suppone che vi sia copia di docu-