Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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752
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Vittorio Ciati
peggiori, e non conosce la filosofia del mondo attuale, ne l'ora battuta all'orologio dei secoli, colui fa il suo mestiere, e noi il nostro. Se non ci avesse di siffatti guasta-mestieri. non farebbe bisogno del Conciliatore in Italia; né della Minerva in Francia, né della review d*Edinburgh, né òeV Àllgemeine, et si qui olii extent hujusdem furjuris. Mille volte vi abbiamo schierate nette nette le nostre dottrine estetico-letterarie; io credo aver parlato chiaro, e dalle accoglienze che hanno gli scritti miei fuori d'Italia devo credere che i pensatori pensano oramai tutti ad un modo. Ma or ora il Conciliatore porterà e svolgerà in quattro numeri consecutivi l'intero corpo di quelle idee che tanto hanno spaventato il sinedrino classico-torinese. Entro questi limiti consentiremo ad essere giudicati, e, se occorre, anche sentenziati. Non vi figurate sempre ch'io dica di voi ciò che dico a voi: ve lo scrivo come vi scriverei le mie opinioni sul Bej d'Algeri e sul Capo di Buona Speranza, senza perciò credervi né un mameluk né un ottentotto. Ed anzi, giacché eccone il destro, uditemi e sia una volta per tutte. Io non voglio che voi, né altri amici miei siate né romantici, né ideologi, né estetici, né critici-psicologi, né cosa al mondo che non vi piaccia di essere, e a cui non vi sentiate da natura inclinato. Voglio che vi mostriate anti-romantico se il siete, e non sono si goffo da augurarne minimamente male dell'ingegno vostro; bensì crederò che avete un gusto incompatibile in tutto, dico in tuttissimo, col gusto mio, e che, abitanti del medesimo mondo, voi ed io ci veggiamo per entro disparatissime cose, ed è un tutt'altro ordine d'idee quello che vi par giusto e sorride a voi, da quello che a me. Ma non per ciò vi stimo né men erudito, né men sagace, né men ornato di amabili talenti, né men destinato da natura alla gloria letteraria; amerò sempre più aver da combattere un rivale come voi, che non essere simpatico a cento cosi detti romantici che tali si credono perchè nulla sanno di classico. Io credo che la miglior arra per divenir sommo estetico, sia l'aver toccato il fondo delle dottrine di tutti i tempi, e aver saputo adorare quanto se '1 meritano le divine bellezze di Omero, di Sofocle e di Virgilio. Voi in particolare se avete un difetto letterario agli occhi miei, non è già penuria di sensi e d'idee; ma piuttosto il sacrificar queste e quelli a ciò che chiamate stile e non è in gran parte che un rituale di quei tempi in cui anziché abbondare, si mancava tuttavia di stile. Io vi rimprovero non già la vostra freddezza, né pochezza, ma tutt'anzi il tradire che fate le vostre naturali dovizie, e lo spender tanto bel tempo intorno alle forinole, mentre potreste dispensare tante cose reali e nuove, e sode