Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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753
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Gli alfieriamjmcoUqm piemontesi, ecc., 753
e utili. Forse m'inganno anche su di ciò; ma che rileva? La nostra amicizia ha da essere indipendente da siffatte discussioni, né sii a da misurare il talento e l'abilità o il merito dell'amico dalla simi-glianza delle sue colle nostre dottrine. A dunque, ecco suggello che Giuseppe sganni. Scrivetemi di spesso e ricordatevi che l'amicizia d'un galantuomo come Ludovico, non è cosa da trascurarsi; che diamine stimate voi al mondo se non gli affetti di persona sicura e .fervorosa? Scrivete all'illustre Botta che veramente egli m'ha spaventato con certa sua lettera piena di dispregj contro Locke e Condillac e sifatta gente. Se gli studi di lingua conducono passo passo a di simili orrori, primi di tutti gli uomini, stimerò i sordo muti non educati. Ma come si fa però a non amare e rispettare Botta? Mi sono dunque appigliato al partito di non gli scrivere, onde non provocare consimili bestemmie. D'allora in poi torno ad essere tutto suo e lo tengo in quel pregio che un tant'uomo merita. Addio, Giuseppe
sta sano e amami T .
Ludovico di Breme.
Questa lettera è un documento quanto mai interessante nella sua espansività affettuosa, perchè chiarisce sempre meglio, insieme con l'indole dello scrivente, anche la natura e i limiti ragionevoli e lodevoli del suo romanticismo. Il tono di schiettezza appassionata è tale, che ci costringe a perdonargli quegli eccessi di simpatica spavalderia onde si atteggiava perfino ad ammonitore baldanzoso all'amico Grassi, il quale doveva essere il primo a sentirsi disarmato e sempre più disposto alla benevolenza. Ormai l'idea dominante, l'idea fissa nel suo carteggio è il Conciliatore, divenuto la bandiera della sua fede. In una lettera senza data, ma che dev'essere di non molto posteriore alla precedente, raccomanda vivamente all'amico è <e all'impareggiabile vostro Cisterna , il suo buon conte Pirro De Capitani che si recava a Torino ; ma si affretta ad aggiungere :
Il Conciliatore vi ispiri alméno la stessa ammirazione che concedete ad Orazio Coeleo. 11 numero e le insegne delle falangi che gli stanno a fronte farebbero morire di paura tutt'altri che noi. Manco male! Il coraggio il più impavido è indivisibile dalle imprese indipendenti da ogni mira di lucro, di protezione e di partito. Addio. La febbre mi travaglia. H vostro Lodovico,
Ancora: il 6 gennaio del 1819 assicurava che non avrebbe mancato di mandare al Grassi ed alla Contessa (Masino?) l'in-
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