Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <754>
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Pittarlo Cìàn
contaminalo foglio azzurro e raccomandava all'antico di leg­gere per dargliene il suo giudizio, l'articolo intorno la Leg­genda profetica di Fra Pancrazio dall'Orciuolo , Non occorre ricordare che si accenna qui all'articolo uscito nel n. 31 del Conciliatore, del 17 dicembre '18, con le iniziai L. d. B. e col titolo Di Fra Pancrazio dell'Orditolo e delle sue annotazioni alla Leggenda Profetica , che faceva séguito a quello, dello stesso Di Brente, pubblicato nel n, 29, 10 dicembre, col titolo Leggenda Profetica del settimo secolo, requisitoria beffarda dei vecchiumi del classicismo, a cominciare dalla mitologia.
Ormai il Di Breme s'era gettalo nel fitto della mischia, senza parere; una mischia nella quale il vero avversario non era tanto il classicismo pedantesco, lo sterile tradizionalismo letterario, quanto l'Austria, e la mèta vera, non tanto un rinnovamento di idee e di dottrine, di forme artistiche e di critica, secondo gli esempi dei romantici, quanto un sogno d'indipendenza e di unità per l'Italia.
CAPITOLO V. Il Di Breme ed il Foglio Azzurro
Se questa battaglia disperata fu possibile darla con onore e con risultati non trascurabili, anche se con gravi sacrifizi, ciò si dovrebbe soprattutto all'alleanza strettasi fra i due insigni rappresentanti del patriziato piemontese e lombardo, il nostro Di Breme e il conte Federico Confalonieri, unito al conte Porro, il Mecenate, intorno ai quali si raggrupparono senza indugio ì migliori delle due regioni, che avevano scelto per ovvie ragioni come loro quartiere generale la metropoli lombarda.
A seguire dawicino le relazioni dei dinamici alleati, anche nel periodo che precorse quello del Conciliatore, serve di guida pre­ziosa il Carteggio del Confalonieri, sul quale il nobile abate pie­montese, armato d'ingegno e di larga e viva coltura e d'una pas­sione anche politica irresistibile, veniva esercitando un influsso via via sempre più decisivo. Mirabile per la sua fede di propa­gandista tenace, sin dai giorni che preludevano al Congresso di Vienna, e tramontato l'astro di Napoleone, si ergeva lo spettro della più triste reazione sotto gli auspici preponderanti del­l'Austria, e precisamente il 16 maggio 1814, pochi giorni dopo