Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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756
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Vittorio Cian
che nei suoi atteggiamenti battaglieri il Di Breme s'ispirasse al Foscolo appare più che mai evidente dalla lettera affettuosamente espansiva ch'egli scriveva il 20 febbraio del '17 al suo ce dolcissimo Conf aloni eri. Si diceva ammalato da lunga pezza; certo, era in uno stato di grave sovreccitazione nervosa. Nonostante la sua ce vita travagliata e ce la fievole salute , non perdeva il suo tempo; avrebbe voluto che la indipendenza che s'era riserbata (verso la famiglia, in confronto del marchese suo padre, col quale aveva dovuto passare poco prima, al Castello di Sartirana, quindici giorni che gli sembrarono più lunghi che i cento dell'Ottocentoquindici ai Borboni ) avesse a costar cara a più d'un infelice impostore e d'un scimunito prepotente, ce La tua Milano va impozzangherandosi e infradicendosi ch'è un gusto , anche per la ce sapienza governativa , che ha dichiarato guerra a qualsiasi ce verità speculativa e appunta le batterie contro i pensatori e servita ed attivata da una ciurma di apostati nostri , i quali ce dan mano a denigrare le più fulgide riputazioni si morali che letterarie . A questo punto noi pensiamo alle vicende del povero Foscolo, tanto più che lo scrivente denunzia il famigerato Anelli, diventato il poeta e buffone della Polizia, il quale ce mette in canzone e in turpe aspetto sulle scene del Teatro Re quei letterati nostri o forestieri che si ha ce in vista di rendere odiosi al pubblico . E crai, una battuta di perfetto stile foscoliano: ce Le damine di Milano, i signori Pittagorici, tutta la innumerevole mandra dei Lovelace, solita ad ingombrare il vestibolo del teatro della Scala, accorrono al Teatro Re e battono le palme... . Segue uno sfogo contro ce la viltà, la malvagità, la corruzione della massa sociale e contro le donne, mentre si ricorda ce la possenttssùna Staél che gli scriveva da Parigi le più amabili lettere del mondo. Il quale ultimo particolare, a dir vero, è tutt'altro che foscoliano.
Ma non è dubbio che da questa effervescenza del suo spirito il Di Breme trasse per sé e pei suoi amici la forza necessaria per tentare l'ardua impresa del Conciliatore e imprimerle il carattere ch'egli forse più di ogni altro vagheggiava. Che se il conte Porro ed il Confalonieri contribuirono, com'è noto, sovrat-tutto col fornire i mezzi materiali, egli assicurò i primi strumenti indispensabili, l'entusiasmo e la fede coraggiosa, l'intelligenza e la cultura. Di tutto questo abbiamo veduto documenti sicuri nelle lettere da noi tratte in luce o qui ricordate ai fini partico-