Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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757
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Gli aljierioni-foscoliani piemontesi, ecc., 757
lari delle nostre ricerche. Ma non sarà superfluo aggiungere che nella sua dedizione entusiastica il Di Breme arrivava al punto di trasformarsi quasi in un commesso viaggiatore e propagandista del Foglio azzurro, intraprendendo un viaggio apposta da Milano a Torino, in quei tempi lungo e disagiato, e tanto più faticoso per lui, ridotto ormai in condizioni di salute assai tristi. Ciò è attestato dalla lettera sua al Gonfalonieri, in data 26 agosto '18, nella quale, dopo accennato al giornale che doveva uscire il 3 di settembre, lo informa che si proponeva di recarsi a Torino la settimana seguente ce per sistemare le Associazioni del Conciliaci tore che non vanno bene (1).
Per questa sua battaglia, che era, in fondo, più politica che letteraria, l'intrepido abate romantico faceva anche di più, compiva uno di quei sacrifici che costano più d'ogni altro agli uomini di passione com'egli era, il sacrificio di Albertina per adoperare le sue stesse parole quello cioè, di rinunziare alla compagnia della sua amorosa Duchessa di Broglie per ritirarsi nella solitudine del suo prediletto Balbianino, dove lavorava sino a undici ore al giorno. Lo assicurava in questa stessa lettera all'amico, nella quale non mancava di rimproverargli la sua freddezza, ce Si grida contro di te che mostri finora poco calore e poco amore alla cosa y> e aggiungeva in tono dolcemente più grave: Non la consideri abbastanza come impresa nazionale .
Pensando alla portata di queste parole, non abbiamo difficoltà a spiegarci perchè la polizia austriaca abbia sequestrata questa lettera (che è la CCLXJH, s. d., ma forse del 27-28 agosto '18).
(il) li SANVJSENTI, L'atto di nascita del Conciliatore , in Arch. stor. lomb. S. VI, P. L 1927, pubblicò un documento, dal qnale appaiono chiaramente i frutti della propaganda fatta dal Di Breme nel suo Piemonte, specie tra le file della migliore aristocrazia* Piace incontrare, accanto alla contessa Valperga Masino la Diodata Roero di Saluzzo. fra gli associati all'Estero ; e, a Genova, associato per tre copie Il bravo Luigi Pellico. Piace anche vedere il gruppetto degli abbonati di Firenze formato da tre amici del Foscolo, la Quirina Maggiotti Mocenni, la donna veramente gentile, Michele Leoni e hi contessa D'Albany. Un altro amicissimo di Ugo, il colonnello GasparineltJ, figura tra gli associali di Milano, una dei quali è nientemeno che Alessandro Manzoni (pp. 410-420). Significativo, fra gli abbonati all'Estero, un compaesano del Santarosa e collega del Grassi all'Accademia di Torino, l'abate Gazzera, professore di filosofia. Il numero totale degli abbonati era di 240.