Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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759
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Gti ulfwr'umi-foscoliani piemontesi, ecc.) 759
la buona causa. La riprese con lo stesso animo con cui la aveva iniziata, fiancheggiato da degni commilitoni, con quella stessa passione e con la stessa fermezza di idee e di propositi con cui, nell'estate del '18, aveva indirizzato a Michele Leoni la preziosa lettera fatta conoscere dal compianto Paolo Negri (1), invocandone la solidarietà e la collaborazione alla vigilia di lanciare, a dispetto dell'Austria, anzi contro l'Austria, il Foglio azzurro. Non a caso egli aveva aperto tutto il suo cuore sogni e speranze, disegni di battaglia e fede gagliarda nella vittoria finale al Leoni; che questi compensò certi suoi difetti e debolezze con innegabili benemerenze di cittadino e di scrittore, che gli valsero, come sappiamo, l'amicizia del Foscolo, pur severo giudice del traduttore. Inoltre della prova di fiducia datagli dal Di Breme, il Leoni si mostrò non indegno, non solo vaticinando, fra i primissimi, nel Mazzini uno dei più splendidi ingegni viventi , dai pensamenti grandi e generosi , ma pochi giorni dopo aver ricevuto dal Di Breme il manifesto del Conciliatore, mostrando con sicuro intuito di comprenderne l'importanza e di presagirne la sorte. Infatti egli scriveva all'amico Montani: Quel giornale farà assai male alla Biblioteca italiana [cioè, ce alVAustria], ma non durerà più di un anno; sarà un prodigio, se arriverà a due; tienlo per certo (2).
Dopo quanto sappiamo di lui pei documenti da noi riferiti sòvrattutto nel parlare delle sue relazioni col Grassi, non ci mera-viglieremo di sentirlo dichiarare apertamente che quella sua battaglia con la penna alla quale si accingeva sulle pagine del Conciliatore, non era che un preludio ed una preparazione a ben altre battaglie, con altre armi, in altri campi. Giustamente il Negri osserva che questa lettera del Di Breme ci offre il programma del Foglio azzurro in una sintesi più efficace nella sua maggiore sobrietà che non abbia fatto il Borsieri nel suo Manifesto; e nel tempo stesso essa attesta ancora una volta la preminenza avuta dall'abate piemontese nel promuovere la pubblicazione del Conciliatore.
(1J In Là Cutium voi. TV, del 15 settembre 1925, pp. 501-2.
(2) I giudìzi sul Mazzini sono in une lettera da Parma, 26 febbraio '30, al Vieusseux, citata dal PIIUNAS, L'Antologia, Roma-Milano. 1906 (S. IV, n. 11 della a Biblioteca stor. d. Risorgim. Hai. i- pp. 119 seg.; il vaticinio sul Conciliatore, anche nel PKUNAS. Op. c,, p. 13. Ambedue i documenti' incordali da P. NK<;RI, Op. cU p. 498.