Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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760
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Vittorio Citai
Nell'ultimo suo soggiorno torinese del 1820, egli pensava a fondare una Scuola lancasteriana e per informazioni si rivolgeva d'urgenza, anche in nome di Emanuele del Pozzo, principe della Cisterna, al Confalonieri, con una lettera del 16 aprile 1820 (lett. CCCCXXXVH del Carteggio confalonieriano), pur prevedendo le ostilità della Regina e, quindi, per la consueta debolezza, del Re. In questa stessa lettera il battagliero abate subalpino esprimeva senz'ombra di reticenze la propria esultanza per la rivoluzione di Spagna, contro la quale in Torino si mormorava, spargendo notizie allarmanti: La perversa gente prece ferisce scriveva una contro-rivoluzione in un Iago di sangue, ad una rivoluzione incruenta, metodica come quella, esemplare e generosissima .
Questo passo getta un fascio di luce sul patrizio piemontese e sul suo programma politico, al quale ormai lo sappiamo il programma letterario romantico non era se non un mezzo d'integrazione e di preparazione necessaria, se non una maschera. Evidentemente, se fosse stato ancora in vita nel Ventuno, egli non avrebbe esitalo a portarsi in prima fila tra i rivoluzionari, al fianco di Santorre Santarosa, o forse avrebbe seguito la sorte del Confalonieri e del Pellico. Ma purtroppo, il male che da tempo lo minava insidiandolo, faceva progressi inquietanti. L'insonnia esauriva le sue forze. Ciononostante, il suo umore di combattente ribelle si rivelava, nella stessa lettera, con certi giudizi e aneddoti caratteristici anche nel campo culturale. Fra l'altro, egli narrava d'un tale barbassoro di Corte, un gran Torquato aureo, un semidio di nobiltà , che gli aveva detto, tre giorni prima, a che i moderni vogliono rovinare anche il buon gusto teatrale . Tutta colpa aggiungeva di quel gran birbante inglese Sancrespin . Il quale aneddoto narrato da uno shakespeariano appassionato come lui, fa pensare alla nota ironia manzoniana. Questo scriveva il Di Breme il 16 aprile del '20. 1.1 4 giugno successivo il Confalonieri partecipava, da Milano, al conte Lorenzo Salazar, a Parigi, la fine unminente dell'amico comune:
Col dolore l'amarezza nel cuore devo annunciarli che forse a quest'ora non possediamo più l'infelice nostro amico De Breme, Egli è da replicati sgorghi di sangue ridotto agli estremi. Piango per lui e quasi ancor piti fìr la perdita noslra! (lett. CCCCLXII).