Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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761
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CU atfiariani'foscolmni piemontesi, aeù.t 761
E questa perdita avvenuta il 15 agosto fu veramente grave, anche per la buona causa dell'italianità; perdita nostra , come diceva bene il Confalonieri, cioè degli amici del defunto, che erano gli amici d'Italia, i nemici dell'Austria; onde si capisce che anche Giacinto Mompiani, scrivendo da Brescia al Confalonieri, in data 21 agosto, così si esprimesse: ce Non ft posso dirti quanto mi sia dispiaciuta la morte del povero Di Breme. Vorrei non averlo conosciuto. Preghiamo riposo all'art mico e duri cara fra noi la sua memoria (lett. CCCCXCV).
E da Londra, perfino Ugo Foscolo, che pure aveva avuto motivo di lagnarsi del contegno del Di Breme a suo riguardo (1), inviava 11 7 ottobre del '20, al Confalonieri una lettera che non dobbiamo stupirci figuri anch'essa nell'Archivio di Stato milanese fra i documenti del processo dei Carbonari: ce Odo molto scriveva l'Esule, alludendo alla prepa- razione dei moti liberali e bench'io speri pochissimo, pur mi consolo da che è meglio perire sotto il ferro che sotto il bastone . E aggiungeva:
Mi scrivono da Torino L/orse *' Grassi?] che il povero abate De Breme niorì; e bench'io non avessi molto a lodarmi di lui, pur mi rincresce perchè non foss'altro destava nei giovani l'amore allo studio e passioni generose bendi'ei fosse distratto da passioncelle peggio che provinciali (lett. DXVHI).
In grazia appunto delle ce passioni generose , nonché dell'apostolato compiuto per trasfondere nei giovani ce l'amore allo studio , per un rinnovamento della letteratura e della vita nazionale, il Foscolo avrebbe potuto essere più largo di lode al defunto e dimenticare il suo fervore quasi fanatico pei Romanticismo e per la Staél e il malaugurato episodio Hobhouse, provocato dal noto Saggio sullo stato della letteratura italiana.
Tanto più poteva passar sopra a quelle che gli erano sembrate ce passioncelle peggio che provinciali e alle debolezze e a certe leggerezze dell'abate piemontese, pensando piuttosto alla febbre di quelle passioni generose che aveva consumato l'anima del-
(!) Sovratiitio nulle note lettere a S. Pellico, del 30 settembre e del-1*8 ottobre 1818 i E pisi., n. 538, scritta a più riprese) e, in lezione più compiuta, ne.WAppendice, a cura del CHIARINI, pp. 199-211). Sui rapporti fra il Di Breme ed il Foscolo, dovuti in gran parte a divertita profonde di temperamento, vedasi, anche G. Muosji.. Lud. Di Breme e le prime polemiche cit., pp. 814*