Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <763>
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Gli (dfity-ianh-foscoliani piemontesi* -me*. "763
Ma anche prescindendo da questa pubblicazione assai note­vole, l'abate Di Breme s'è visto come occupi un posto a parte nel manipolo battagliero del Romanticismo subalpino-lombardo che faceva capo al Conciliatore. Il suo spirito ardente e risoluto, fatto per esaltarsi in impeti di entusiasmo e di passione che non cono­scevano limiti, ma che si nutrivano d'una coltura svariata e moderna, se non profonda, si sforzava di liberarsi e di liberarla dai numerosi relitti dell'illuminismo razionalistico del Sette­cento. Ma questa sua opera d'auto-epurazione gli fu troncata troppo presto insieme con la vita, nel momento in cui egli, dalla predicazione forzatamente sommessa e larvata del Conciliatore* stava per passare all'azione pratica più apertamente rivoluzio­naria in senso costituzionale.
Con lui il filo della tradizione che dicemmo alfieriano-fosco­liana è, nonostante le apparenze, tu ti''altro che spezzato; anzi essa si svolge e si alimenta di elementi nuovi, sempre più risolu­tamente romantici e politici tendendo all'azione liberale in senso nazionale unitario.
Al quale proposito non è senza significato un particolare che risulta da uno dei documenti della vigilia del Ventuno piemon­tese. Alludo a quella copia di lettera cavata da un originale in cifra, trovato fra le carte sequestrate al cav. Ettore Perrone, lettera scritta da un ignoto allo stesso Perrone, in data del 7 feb­braio 1821 e che incomincia con questo periodo misterioso : Le Prince de la Cisterne a regu toutes les lettres de Maurice jusqu'au N. 5 inclusivement et le compliment de Foscolo dont il a été en-chanté (1).
Sia questo del ce Foscolo un nome fittizio, cioè un presta­nome convenzionale adottato per eludere le ricerche della Poli­zia come crede l'editore di questo documento , oppure sia un accenno al Poeta che era ormai al sicuro in Inghilterra, come 6Ì è tentati di ammettere pensando al compliment che aveva cren eh ante il Perrone, è chiaro che il ricordo dell'esule zacintio
* Il principe Iella Cisterna, che era quell'Emanuele del Pozzo legato d'amicizia coi nostri foscoliani, era stato arrestato al Ponte Beauvoisin, mentre ritornava da Parigi, dove, evidentemente, era stato stampato alla macchia l'opuscolo anti-austriaco. Su questo episodio getta luce anche una lettera dello stesso della Cisterna al march. Piero, in data 14 febbraio [1021], pubbl. nell'Op. dfe, p. il, (1) In LEMMI, Op. cit., p. 46.