Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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767
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Gli alfi ('.riunì-foscoliani piemontesi* ecc., 7>fi7
Sino dal 1808, quando, cioè, era appena ventenne (J). scriveva, appunto da Milano, all'amico torinese, in data del 15 maggio : ce II soggiorno di Milano non mi è insopportabile; che vi ho una madre e un Foscolo, con cui quasi tutti i giorni sollevo lo spirito e il core . Piace, a questo proposito, ricordare la nota apposta da Ugo Brunetti alla lettera indirizzatagli dal Foscolo il 6 gennaio 1809, da Pavia, e nella quale si menzionava Luigi : Fu Luigi dottissimo giovine ; il quale superlativo è di troppo. E più oltre: Il Foscolo amava teneramente questi due fratelli, dirigeva i loro studi e si compiaceva di vederli stimati nella carriera delle lettere (2).
In realtà, Luigi può dirsi in un certo senso discepolo del Poeta zacintio, prima ancora di conoscerlo di persona, quando, cioè, suo fratello Silvio, scrivendo al Marchisio da Lione il 7 maggio 1807, confessava la sua riluttanza a rimettere nelle mani del fratello il volumetto dell'Ortis ch'egli gli aveva ardentemente richiesto (3).
(Il Era venuto al mondo un anno e mezzo prima dì Silvio. Infatti in una lettera al Marchisio, del 25 maggio 1808, si dice nato il 13 gennaio 1788.
La sua relazione col Foscolo risale iger lo meno al principio del 1808 e forse fu dapprima relazione epistolare. Infatti il 23 febbraio di quell'anno egli scriveva al Marchisio da Augusta, annunziandogli la sua imminente andata a Milano: A proposito: da qualche tempo tengo corrispondenza col nostro Foscolo. Il suo Ortis è tradotto in tedesco e gliene porto la versione bella e stampata. Essa è buona, e VOrtis piace molto in Germania. E appunto dove si gusta in tutto la delicata sublimità dell'originale il Werther si fa onorabile distinzione dell'Ortis, mentre che in Francia e* fu tacciato di non avere esistenza morale che sulle bellezze del Werther. Ti professore Enrico Luden in Jena che ne fece la versione, scrive pure un opuscolo a parte sull'Ortis e ragionando mollo, alla moda tedesca, à applaude degnamente al sublime figlio del Werther... (Leti. X della serie cit.). La prima lettera da Milano è del 5 aprile 1808 (lett. XI) e in essa c'è un accenno al Foscolo che inerita d'essere rilevato: Vivremo, amico; vivremo per li cari che la natura ci ha raccomandati, fin dal nostro nascere e per la sublime verità. <t È virtù- d'uomo il non querelarsi de* mali e il sostenerli riserbandosi a' tempi v migliori. Mi scriveva Foscolo... >
(2) Nota riprodotta dagli Editori fiorentini ùeWEpistolario, I, n. 158, p. 194.
i'3l Lett. pubbL da Nic. BIANCHI, Cenni e lettere inedile di Piemontesi illustri del secolo XIX, in Curiosità e ricerche di Storia subalp., voi. I, Torino, Bocca, 1874, p. 182. Il B. tacque che il possessore di queste lettere di Silvio P. al Marchisio era il già ricordato prof. G. Flecbia, al cui degno nipote dobbiamo la pubblicazione di quelle di Luigi allo stesso Marchisio. Silvio scriveva all'amico: a Senza il caro Ortis* el Lingue. Pure il sollievo di quelle lettere è straziante, crudele e periglioso a) sommo, per un'anima accasciata cosi dalla disavventura ud aperta alle streme disposizioni... .