Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <770>
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Vittorio Ciati
ostante lo zelo pavidamente mutilatore del Monti, nella Orazione inaugurale.
Delle presso che quotidiane lezioni il discepolo saluzzese sapeva approfittare. Il suo atteggiamento politico si faceva sempre più foscoliano, come attesta una lettera del mese seguente (lett. XLI), scritta da Milano l'8 marzo, dove, dopo aver annunziato all'amico Marchisio la spedizione fattagli della Orazione del Foscolo, uscita finalmente per le stampe, soggiun­geva:
Ho veduto qualche domenica scorsa il vostro Grassi da Ugo; rè* mi parve tanto affettato e infranciosato che me ne indispettii del tolto, ne mi rivolsi a lui che per chiedere delle tue nuove. Poveri piemontesi !
Evidente, il sapore politico, antifrancese di questa esclama­zione, nella quale era compreso anche il Grassi infranciosato ; ma è giusto osservare che, nonostante questo, e nonostante altri accenni pungenti al foscoliano torinese che incontriamo in alcune lettere posteriori, più tardi il bollente ma onesto Pellico gli rese giustizia (1).
(1) Nella lettera LXIV, del luglio 1810, il Pellico, parlando della infame guerra che s'era scatenata in passato contro il Foscolo, promette all'amico di inviargli ima seconda esattissima copia d'una lettera dell'assalito [il Foscolo] ad uno del pandemonio, ma lo prega di tenerla riservai issima. sovra tutto per quel ciarlone di Grassi ; e, verso ia fine della stessa lettera, dove chiede notizie degli amici torinesi dell'Accademia, pare di filodrammatici, menziona il rimbambito (se fu mai adulto) Crassi . Ma più tardi, il tono muterà; onde, ad esempio, nella lettera LXXXV, del febbraio '11, nel parlare all'amico del nuovo dramma che egli, Luigi, aveva terminato di far trascrivere dal fratello Silvio, dramma intitolato Amore e dovere, esprimeva l'opinione che sarebbe stato recitato, ma pregava il Marchisio di non lasciarlo leggere, di voi altri, che al solo G. Grassi , al quale avrebbe scrìtto a suo tempo. E al giudizio del Grassi mostrava, anche in seguito, di dare gran peso. Anzi il 4 di quel mese Luigi indirizzava al Grassi la seguente lettera, notevole, che si trova nel più volte citato carteggio, posseduto dalla Reale Accademia delle Scienze : cr Ho ricevuto giorni sono dal comune amico Foscolo l'opuscolo ch'ella ha scritto sul Piemonte. L'ho letto con tutta compiacenza e <( sono convinto che esso gioverà non poco agli infelici nostri concittadini, ove la a miseria non abbia loro totalmente istupidito l'ingegno. Il primo istante di libertà a che mi verrà fatto di avere dopo l'arrivo di S. E. {il Grande Scudiere] che a aspetto a giorni, lo dedicherò per l'annunzio da inserirsi negli Annali di Scienze ed arti, siccome ella desidera. Oltre al merito della operetta tengo carissimo e quel libro per l'amicizia di cui ella mi accorda con esso il primo pegno, la quale a mi frutterà non poco nella carriera delle lettere da me non so con quanta virtù tentata, e appunto tra breve ardirò per tale oggetto di importunarla .