Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
<
1934
>
pagina
<
771
>
Gli al fieriani-foscoliani piemontesi, ecc., 771
Il suo pensiero era fisso sopra il suo Foscolo, della cui fama era l'apostolo instancabile, sovrattutto presso gli amici di Torino. Delle buone notizie che gli giungevano di là e che attestano un vittorioso diffondersi della fama del Foscolo, esultava :
Giubilo, mio caro amico, che il nostro Foscolo ottenga gloria presso di voi, gloria chfei certo inerita al disopra di ogni italiano vivente.
E non mancava di dire la sua intorno all'Orazione, in maniera simpaticamente sobria, recisa, anzi tagliente, anche se generica :
Io pure tengo la stia Orazione per un capo d'opera. Per la prima volta vediamo la Poesia nobilitata dalla Filosofia. E per la prima volta in Italia un uomo veramente grande vien posto al santo mini-sterio degli Studi e della educazione dei nostri giovani. Ma in fatto la cosa non doveva essere così fra di noi e in questo secolo, quindi la cattedra di Foscolo fu abolita.
Non contento di queste notizie, due settimane dopo vuol tastare quasi il polso agli amici foscoliani di Torino, e così scrive al Marchisio il 3 aprile :
Che si dice in Torino della prolusione di Foscolo? Marengo (sic, per Marenco), Cai uso, Diodata, l'Accademia imp[eràe/e] e Grassi l'hanno avuta dall'Autore sin da martedì scorso. Qui si blatera acremente e la gran massa dei pedanti è in guerra aperta contro il povero Ugo, il quale purtroppo dovrà risentirsi degli sfoghi di ire che questi tiranni delle lettere preparano con brighe e calunnie perpetue (lett. XLnij.
Per avere un'idea ancora più adeguata della generosa esaltazione di questo rampollo dei Pellico, giova riferire il passo della lettera già citata del 16 marzo, nel quale ricordava un episodio dei suoi primi entusiasmi giovanili pel suo amico Marchisio, allora autore d'un dramma, tra alfieriano e schilleriimo, fatto apposta per mettere in tumulto la sua anima ardente. Aveva ancora vivo il ricordo di quel suo Roberto primo, carattere ce che mi mosse in delirio, e mi fece per più d'un mese vagar per le colline nostre [le torinesi] ch'io andava riempiendo di arditi <c fatti e di rivoluzioni combinate per piombare ad mia riforma in città! . Giovanili deliri che si direbbero quasi vaticini o presentimenti fantastici degli <c arditi fatti e della <c rivoluzione y> riformatrice del Ventuno!