Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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776
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Vittorio Ciati
duplice dolore, l'esilio del suo amico fraterno, nel 1815, e la nuova servitù della Lombardia.
H dolore gli raddoppia le forze e, si direbbe, anche le capacità intellettuali. Costretto a rimanere in Italia, rinunziando a seguire il Foscolo nell'esilio, come sarebbe stato desiderio comune ai due amici, si vota con una foga sempre più risoluta alla causa comune, che ormai si rivelava più come politica che non letteraria e rivestiva le apparenze d'una causa letteraria allorquando la letteratura, in grazia del romanticismo italianizzato negli spiriti per merito sovrattutto dell'amico Berchet, devoto affezionato ammiratore anch'egli del Foscolo (1), fornirà armi* sia pure inadeguate, e illusioni e speranze per la lotta civile. Questa consacrazione sentiamo espressa già nella prima fra le molte lettere che Silvio scrisse all'amico lontano, nel principio del '16 :
Ho invidiato un tempo il tuo ingegno. Io scorgeva in te l'uomo di cui l'Italia doveva maggiormente vantarsi in questo secolo. Io lo giuro, io già prima di conoscerti da vicino ti giudicava tale e non ho mai cangiato un istante di opinione a tuo riguardo. Ora piango di rabbia vedendoti cosi misero, così ingratamente ricompensato dalla fortuna.
Questo scriveva il 25 gennaio del '16; e, più chiaramente, il 20 marzo. Qualche giorno ancora, e forse non avrebbe saputo resistere scriveva all'idea di fuggire questa terra infere lice per respirare una volta l'aria d'un popolo libero, all'idea ce soprattutto di far vita con te, di dividere pene e piaceri con ce l'amico del mio cuore (2). Ma il destino aveva disposto altrimenti; le necessità della sua famiglia e il posto di precettore
(1) Basti vedere nel voi. del Li GOTTI, G. Berchet, Firenze, a La Nuova Italia Editrice, [1933], pp. 14 seg., come il B. abbia incominciato foscoleggiando come poeta e come cittadino, antimontiano e antinapoleonico, afferrato subito dalla nuova poesia dei Sepolcri. Non è a stupire quindi ebe nella Lettera semiseria (p. 52 nel voL II delle Opere, ed. Bcllorini) YOrtis sia citato fra i libri dai soggetti moderni, belli e graditi , e che nell'articolo del Conciliatore (n. 34, del 27 dicembre 1818, ristampato nel cit. voi. II delle Opere, pp. 123-7), intitolato Articolo sopra un articolo, a proposito dell'articolo foscoliano sn Dante pubblicato nella Rivista d'Edimburgo, si accenni con simpatia al Foscolo ( uomo celebre, italiano per origine e per famiglia ), pur senza menzionarlo.
(2) Queste due lettere sono da leggere, come ho fatto nel riferire qui i due passi che c'interessavano, secondo la lezione integra riprodotta dal p. RINIERI nella ÓU opera sul Pellico, voi. I, pp* 41-3, e non secondo quella, amputata dallo stesso Pellico per l'edizione fiorentina, voi, IH, pp. 397 seg.