Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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783
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Gli al fieriani-foscoliani piemontesi, ecc., 783
di battesimo sarà questo : 11 Bersagliere, giornale drammatico, o. morale . Era, evidentemente, il preannunzio di quel foglio che doveva uscire due anni dopo e di cui Silvio, nella impazienza della sua passione di vero bersagliere della buona causa, anticipava la nascita. E si noti che, non per nulla, gli altri due cervelli parturientes erano quelli di Basori e del Di Breme; tre cervelli, dunque, ma anche tre cuori, due piemontesi, il terzo trentino di famiglia, milanese di nascita, tre ottimi italiani. In questa medesima lettera il Pellico confidava anche, con giusta discrezione, al fratello, lo scopo ce principale apparente del nuovo foglio, ce drammatico, morale , e lo scopo vero , cioè ce la ce diffusione dei lumi, almeno in teorie letterarie, che pur tanto sono legate colla filosofia, e col propagamento delle virtù ex sociali .
Luigi Pellico sapeva bene interpretare questi lumi e queste virtù sociali , che eran essenzialmente civili, politici, italiani, e avrà sentito balzargli il cuore di gioia nel leggere nelle ultime righe di quella lettera : ce Ti invitiamo a fare degli ce articoli. Ugo [Foscolo] ce ne manderà da Londra. Vedrai, (e vedrai, Addio, fratello dell'anima mia. Amami, sopporta le ce tue afflizioni. Benché non paja, ne ha molte anche il tuo ce Silvio .
Maggiore di tutte le sue ce afflizioni di buon romantico italiano, era non quello che i Tedeschi dicevano allora il ce Welt-schmerz , ma quel ce Vaterlandschmerz che doveva condurlo al Calvario dello Spielberg.
Questa lettera nel cui tono e nel cui finale abbiamo sentito il foscoliano, attesta in chi la scriveva uno spirito votato, per un atto di volontà, non meno che per ardore di entusiasmo, ad una causa che aveva afferrato tutto il suo essere.
Foscoliano, spesso, nelle proteste, nei giudizi taglienti, negli impeti d'ira, il tono di queste lettere; come, ad esempio, là dove scrive: ce Non v'è cosa più screditata oggidì in Italia che qua-ce lunque specie di massoneria (lett. 12 aprile [1819], in RiNiEiti, I, 330), o in quella lettera del 8 sett. '18 nella quale così parla al Foscolo del contegno del Monti : ce Avevamo invitato ce quel vigliacco di Monti, il quale da vigliacco accettò per la ce speranza di dividere gli utili, se ve ne erano; ma quando intese gli ultra mormorare, cominciò a vociferare che egli ce non era cosi pazzo da arrischiarsi con noi (RINIERI, I, 56