Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
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1934
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Vittorio Cimi
e cfr. I, 332). Similmente, m quell'altra lettera del 17 ottobre *18 al suo Ugo, dove si abbandona al giusto orgoglio della causa per la quale lo invocava alleato : <c Già il pubblico si accorge a cbe questa non è impresa di mercenari, ma di letterati, se non tutti di grido, tutti collegati per sostenere, finché è possibile, ce la dignità del nome Italiano (RISIERI, I, 59). Vero tuttavia che non era soltanto in giuoco la dignità del nome italiano )>, se in questa medesima lettera si congedava dall'amico lontano con queste parole, nelle quali fremevano un grande dolore e, insieme, una salda fede : ce ., .Non dimenticarti de' tuoi campa-a. trioti schiavi. Amami : questo sarà un conforto dolcissimo c( nella nostra sciagura .
Un anno prima cbe il Foglio azzurro vedesse la luce, e precisamente il 24 luglio del '17, scrivendo al fratello, il Pellico raccoglieva quasi in una formula recisa il concetto a cui egli era giunto circa la funzione essenzialmente ce sociale e quindi politica, della letteratura e in particolare della poesia, al punto di scrivere : ...Se uno scrittore ha alcun pregio, egli è dunque quando le ce sue opere sono un mezzo benché piccolo, di cui si serve la ce Provvidenza per l'andamento arcano ma sublime della mac-cc china sociale; fuori di lì i poeti sono vere cicale (RINIERI, I, 243). Il che è forse foscoliano quanto manzoniano; certo, romantico, nel senso migliore della parola; onde si capisce perchè oggi certi critici militanti con sufficienza e dignità nell'arcadia della novissima estetica, parlino con disdegno di tutto ciò che suona romantico, incoraggiando così le troppe cicale che friniscono chi lo direbbe? come ai tempi di Anacreonte, al sole del Messidoro fascista.
Gli sfoghi misogallici e antinapoleonici non infrequenti in queste lettere fanno pensare ancora al Foscolo e nel tempo stesso alla tradizione alfieri ana. Del Bonaparte, in una lettera del 17 marzo '15, Silvio arrivava a scrivere al fratello:
Solo mi turba [nella gioia per la nomina conseguita da Luigi a Genova] resistenza malefica di Napoleone: perchè non l'hanno strozzato quando T'avevano nell'ugne? Verrebbe ancora ad agitar tutta l'Europa? E quella nazione burattinesca de' francesi tornerebbe ad adorarlo? Ho una rabbia del diavolo contro quell'eroe buffone, contro tutti i suoi co-buffoni...
con quel che segue in RINIERI, I, 102-3.