Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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787
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Gli alfieriani-foscoliani piemontesi, ecc., 787
barie della Censura , contro la quale si sfogava in una lettera al fratello, del 16 gennaio '19: T'accorgerai scriveva della barbarie della Censura, vedendo un foglio (credo il 36) ce mezzo vuoto : ciò accadde perchè mi fu tagliato il mio artici colo sul Child Harold...' (RINIERI, T, 318). Noi tuttavia ci meravigliamo che la Censura abbia lasciato passare quel periodo dov'è menzionato con tanta lode il Foscolo: A Firenze in <c questa guisa egli [il pellegrino] parla della chiesa dove ripone sano i quattro grandi, che Foscolo già celebrò con sì sublime poesia nel Carme dei Sepolcri .
Mano a mano che la lotta si faceva più serrata, e più appariva ineguale la resistenza dei Conciliatori contro le vessazioni della Censura, il povero Pellico a sfogarsi col fratello. Più caratteristica, la lettera del 20 luglio '19, la quale può dare un'idea adeguata di quel Calvario:
Dimenticava di dirti che il pezzo di Battistino stampato sul Con,' eiliatore è tatto impiastrato di correzioni ed aggiunte della Censura. Ho quindi provato di mandare un altro squarcio formante quasi un intero giornale: la seconda Censura, cioè non l'italiana, ma quella del Governatore, lo ha escluso totalmente. Siamo disperati. H macello che si fa dei nostri pensieri è incredibile. Per miracolo qualche volta ci riesce di dir cose un po' forti senza che la Censura se ne avveda. (RINIERI, I, 330).
Col pezzo di Battistino il Pellico alludeva alla prima parte del suo citato racconto, che voleva essere fra satirico e umoristico, intitolato Breve soggiorno in Milano di Battistino Barometro9 uscita malconcia nel n. 87, del 1 di luglio. Nel riassunto del Cap. V, dove si accenna ai ce trasporti di delirio a cui s'abbandonò Battistino nel lasciare la sua adorata Luigia e le rive della Tramezzina, un manzoniano legge con una certa curiosità queste parole sulle quali dovettero posarsi anche gli occhi di don Alessandro : ce Tacerò mille altre interessanti chiac- chere (sic), come sarebbe la descrizione d'un viaggio dal lago di Como a Milano .
Il povero Silvio si rodeva con la sua passione impotente; ma lo reggeva una fede nell'avvenire che lo onora; una fede che egli esprimeva con magnifica chiaroveggenza in una lettera al fratello, non datata, ma probabilmente della primavera del '19 :