Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
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1934
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788
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Vittorio Clan
... il Conciliatore, diventato colossale in Milano, è da noi gettato nelle nostre città d'Italia con successo per lo più infelice, perchè le Polizie ce ne rubano una gran parte. Del resto, chi diavolo sa qualche cosa in questa penisola, fuorché in Milano"ì... Nondimeno da alcune città ci vengono proseliti. Brescia è una buona colonia, la migliore (1); tutte le altre città lombarde e venete son poco feconde pel bene; alcune, Venezia, la grande Venezia, sono d'una assoluta nullità. Nel Piemonte v'è dell'ardore, ma mollo sparso, eppure ve n'è. II nazionaLizzani ani o dell*Italia è opera certa, ma lontana di due o tre generazioni ancora. (RINIERI, I, 335),
E poche righe più oltre, parlando con meritata simpatia del ce buon Sismondi che, sebbene in viaggio di nozze, si prestava volentieri a fare il commesso viaggiatore del Foglio azzurro, caricandosi d' un pacco di Conciliatore da portare in Toscana, osservava con una semplicità di apostolo entusiasta che ci commuove :
Ogni volta che abbiamo simili occasioni, non manchiamo di laidi fl'ondere la nostra merce. Tu vedi che l'impresa è puramente patriottica. Lungi dal guadagnar lucro, non ci frutta essa che ingiurie, e Porro vi spende assai. Ma il voto dei Sismondi, dei Benjamin Constant, dei duca di Broglio, e siffatti animi egregi., ecco il nostro premio.
Troppo inadeguato, si direbbe. Ma il Pellico,. con chiara coscienza, aggiungeva : ce E i posteri non taceranno : nella città dove i Beccaria e i Verri scrissero il Caffè, sorsero ingegni ce imperterriti in circostanze ancor più difficili a proseguire la ce grand'opera della diffusione del vero ab!
Parole notevoli, anche perchè attestano nello scrivente la consapevolezza d'una continuità storica, morale, letteraria e civile, che legava il Conciliatore al Caffè, e quindi d'una missione altissima da compiere. Diceva bene egli : E i posteri non tacete ranno . Per questo appunto noi oggi sentiamo il dovere di parlare, illustrando le benemerenze feconde del Saluzzese.
Il quale, nel fervore appassionato di quella propaganda, nel contatto anche personale coi rappresentanti più risolutamente attivi del pensiero moderno di quella età, quali il Sismondi e
(1) Era la Brescia dei frarellii tigoni, dello Scalvini, del Mompiani, di Giuseppe Niccolini, una delle roccheforti del nostro Risorgimento.