Rassegna storica del Risorgimento
ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno
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1934
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pagina
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789
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Gli alfieriani-foscoliani piemontesi, ecc., 789
Pellegrino Rossi, ai quali in quei giorni s'accompagnava anche lady Morgan, osava confidare al fratello un certo dissenso dal suo Ugo, die nel suo amaro pessimismo politico ed estetico gli sembrava quasi un ritardatario di fronte al moto romantico di azione politica. Infatti, in uno slancio dei suoi buoni entusiasmi, preannunziando l'articolo di Pietro Borsieri che col titolo di Nuova Enciclopedia d'Edimburgo - Idea d'un articolo sul Pregia* dizio. doveva comparire nel n. 78 (30 maggio '19) del Foglio, a proposito appunto dell'artìcolo del Sismondi, Silvio scriveva:
Pierino parlerà dei Pregiudizii. Che divino scritto! Adora, adora Sismondi.
ed aggiungeva:
H nostro Foscolo aveva ancora troppo l'educazione greca e latina. Egli non sapeva apprezzare abbastanza i nostri tempi e gli nomini educati dalle attuali influenze. Mi ricordo che lodando Sismondi egli noi poneva però a tutta l'altezza nella quale va considerato. Il soggiorno a Londra avrà, spero, giovato a quel forte ma pregiudicato intelletto. Dopo le ultime disgrazie di borsa, non so più nulla di lui.
C'è in queste parole anche un tacito rammarico pel silenzio dell'esule amico, tanto lontano ed assente, che il suo devoto ammiratore ed amico ha l'aria di parlarne quasi come d'un defunto (<c aveva... non sapeva... mi ricordo )>) (RINIERI, I, 337) - (1).
Dalle confidenze fraterne del Pellico si apprende ch'egli, nell'autunno di quell'anno (1819) era rimasto presso che solo sulla breccia, ma sempre ardente di fede e di zelo. Il 3 di settembre si lagnava col fratello che il Di Breme, il quale era pure uno dei più fervidi , si lasciava più distrarre e lavorava meno, ritornato com'era e noi sappiamo da
(1) Qualche tempo prima, il 15 marzo '19, il Pellico così riveva del Foscolo al fratello: DI Foscolo, di cui tu mi domandi notizia, non ho lettera da tre a mesi.'Egli mi scriveva poche righe malinconiche, lamentando la cara Italia, e deplorando le sciagure umane. Ei vive scrivendo per VEdùnburgh Review, ma disingannato dalla speranza ch'egli uvea di far fortuna. Ecco ni grandissimo ingegno che la povertà va smorzando. Né egli ha virtù sufficienti per dispregiare a certi agi e consacrarsi ad una gloria futura. Infelice 1 io lo amo teneramente a e lo compiango . (RINIERI, I, 3-39). Questa lettera andava collocata dal p. Rinieri prima di quella da noi citata e senza data, che la precede nella stampa.