Rassegna storica del Risorgimento

ALFIERI VITTORIO ; FOSCOLO UGO ; ROMANTICISMO
anno <1934>   pagina <791>
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Gli aljieriani-josL'oLiani piemontesi, ecc.* 791
Malgrado, . mi somma tenerezza per quei cari oggetti, la desue­tudine del vivere con loro mi rendeva di (Ile ile nel sopportare le loro gotiche opinioni religiose e politiche; essi appartengono al secolo passato, e noi non al secolo presente ma ai futuri... (RESIERI, I, 390).
Questo nobile futurismo del Saluzzese spiega la sua vita, illumina le tappe successive del suo cammino, la sua azione segreta insieme col Di Brenie e eoi Confalonieri, a Torino ed a Milano, e i suoi rapporti col Maroncelli, che fece di lui un carbo­naro ed un martire. Alla sua condanna credo fermamente abbia contribuito il ricordo dell'opera tenace, ferma e coraggiosa fino alla temerità che il Pellico aveva compiuto insieme col Di Breme, di animatore alla resistenza tra le file dei Conciliatori. Non per nulla lo Strassoido, invitato dal Governo di Vienna a dare schia­rimenti intorno al Conciliatore, nella lunga lettera di risposta che ha la data del 14 ottobre '18 e nella quale si mostrava otti­mista e indulgente anziché no, aveva indicato come sospetti, cioè come teste esaltate, soltanto ì due piemontesi, il Di Breme ed il Pellico ( 1).
(1) V. BELLORINI, II u Conciliatore e la Censura austriaca, in Scritti... m onore di Renier, Torino, 1912, pp. 289-97.
È merito poi del compianto D. CHIATTONE l'avere dimostrato documentando che, méntre il Pellico era alle prese con la Censura maligna, il Senato Lombardo-Veneto annotava sul suo Libro nero ogni Ubera frase, dettata dalla coscienza degli studiosi collaboratori, indirizzata a predicare al popolo il bisogno della << costituzione e della indipendenza . Come appare infatti dalla relazione tedesca del Mazzetti sul processo Pellico e Maroncelli, le pagine e i passi cancellati dagli articoli del Conciliatore, raccolti religiosamente (un avverbio che è una profa? nazione!) formarono, più tardi, pel povero Pellico una base più sicura di accuse a al consesso dei giudici inesorabilmente severi . Vedi CHIA'-ETONE, Il processo Pellico Maroncelli, Milano, Coglia Li. 1904 e l'ampia sua Introduzione alla edizione de Le Mie Prigioni commentate con documenti inediti degli Archivi, ecc., Saiuzzo, Bovo, 1907. Da questa va riferito (pp. 16-17) il passo dove è detto, a proposito della Francesca, ebe a alla imperizia dell'autore, che si accingeva per la prima volta all'opera tragica, il senno del poeta dei Sepolcri aveva consigliato oppor- toni tagli, che alleggerirono il copione di molte pesantezze, e diciamo pure, dì molte ingenuità . Il bravo Chiattone, che aveva sott'occhio il primo copione conservato fra i cimeli del Pellico nella Casa Cavassa, a Saiuzzo, concludeva: a E poi accasiamo di crudeltà chi olla prima lettura dava il nolo consiglio al giovane inesperto : Buttala, bàttala al fuoco la tua Francesca. Non rievochiamo w d'inferno i dannati danteschi! 9.