Rassegna storica del Risorgimento

ZAPPOLI AGAMENNONE
anno <1934>   pagina <798>
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Albano Sorbetti
nel maggio del 1833 chiese alla polizia di poter presentarsi agli esami per il conseguimento della laurea dottorale; senonchè, in seguito ai riferimenti dei Commissari politici, la domanda fu respinta.
. Impedito di darsi alla carriera per la quale aveva passati in studi gli anni della giovinezza, dovette volgersi verso il primo spiraglio di luce o salvezza che gli si presentasse. Aveva una naturale inclinazione per il teatro, confortata anche da parti­colari condizioni che lo rendevano adatto per esso : facile parla­tore e più facile scrittore, voce alta squillante, sentimento e immaginazione pronti e vividi, bell'aspetto, franchezza, disin­voltura. Aveva, e lo vedemmo, una straordinaria ammirazione per Gustavo Modena, specie perchè all'arte univa l'amor di patria; giovanissimo ancora, erasi messo in rapporto coi prin­cipali attori e le più note compagnie comiche o drammatiche. Nel 1832 pubblicò un Saggio sull'arte del recitare, che gli fruttò non pochi elogi; nel 1833 divenne redattore di un periodico che aveva per titolo Annali teatrali , dove si fece meglio conoscere nel campo del teatro. Nel 1835 potè essere assunto come poeta comico in una compagnia (il suo sogno) e si avviò alla volta di Padova, ma giunto al confine degli stati austriaci, si vide chiuso il passo. Nel 1836 fu accolto dalla Società dram­matica Trenti e si avviò verso Roma, ma dovette tornare a Bologna per impedimenti là insorti. Alla sventura si aggiunse la persecuzione della polizia, che per due volte gli fece una perquisizione a domicilio coll'intento di trovare il lavoro da lui scritto intitolato ce Scene storiche di Bologna nel quale trova-vansi espressioni ardenti di patriottismo e contrarie alla Corte romana: la seconda volta fu anche imprigionato.
Liberato dal carcere, comprese che non trova vasi qui più sicuro, e si recò in Toscana nel 1842, ove fu accolto amorevol­mente dai dotti e dai patriota, e potè così con maggior agio e senza impacci dedicarsi all'arte drammatica. Già a Bologna aveva, negli amai antecedenti, scritti alcuni drammi di soggetto bolognese e di argomento generico, ma più che altro storico; e parecchie di esse produzioni furono là rappresentate. Ma il dramma che gli diede nome fu quello intitolato Dante , rap­presentato sino dal 1842 da più compagnie, e spesso per parec­chie sere di seguito.