Rassegna storica del Risorgimento

ZAPPOLI AGAMENNONE
anno <1934>   pagina <800>
immagine non disponibile

800
Albano Sorbetti
nuovo, con una meravigliosa interpretazione di quel valente attore che fu Antonio Colomberti. Nella dedica che lo Zappoli ne fa al filantropo Augusto Gori Pannilini patrizio senese lascia capire come nel Rosa adombri se stesso. Del suo protagonista, infatti, dopo aver accennato che fu pittore, poeta, musico, can­tore, politico, aggiunge : fu sì caldo amatore della sua patria, che n'ebbe in premio l'esilio : proprio come era capitato allo Zappoli! Per il Colomberti, dopo il successo del Salvator Rosa , scrisse tosto, e immediatamente pubblicò, ce Un epi­sodio delle guerre di Fiandra ; il protagonista del qual dramma si intonava colle qualità del Colomberti, che all'amore dell'arte drammatica e agli studi profondi aggiungeva, sono parole dello Zappoli, <c la coltura nelle lettere e l'amore di Patria, senza del quale santissimo affetto, non è possibile esprimere i gene­rosi sentimenti di Lancellotto di Berderode . Lancellotto chiude infatti il dramma con queste parole: Harlem! Patria mia, tu sei liberata, grande, potente... : è per me soave la morte .
A un concetto, oltre che patriottico, sociale, si intona il dramma c< I poveri e i ricchi , rappresentato la prima volta nei maggio del 1843 e pubblicato anche questo nel 1845 con una dedica alla N. D. Luisa Ercolani senese, ce che, egli scriveva, veramente nobile di animo solo intendente a cose utili e ad opere benefiche, e altera dei generosi sentimenti, siete fra le poche cui scalda il petto santissimo amore di Patria .
Si era dunque fatta ormai quella che chiamasi una posir zione in Firenze il nostro Agamennone, quando scoppiarono in Romagna, nello stesso anno 1845, dei movimenti politici. Lo Zappoli accorse subito per dar mano ai rivoltosi; ma per allora il movimento fu stroncato dalla polizia, Io Zappoli di nuovo imprigionato, sottoposto a processo e condannato all'esilio. Si ritirò, con altri molti, in Corsica e poi in Francia. Nell'esilio riprese il suo dramma su Dante, lo rielaborò, lo corresse, lo compiè, studiò tutto quanto su Dante potè trovare, e lo diede alle stampe per la tipografia Fabiani in Bastia nella prima metà del 1846. Il dramma in quest'ultima redazione era diviso in due parti e in sette epoche, e doveva recitarsi in due sere di seguito...
Dopo che Pio IX ebbe concessa l'amnistia, lo Zappoli potè con gli altri tornare in patria, e si recò tosto a Bologna, accolto con grandi feste dai liberali. La nuova amministrazione Gonna