Rassegna storica del Risorgimento
ZAPPOLI AGAMENNONE
anno
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1934
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pagina
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801
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Una caratteristica figura bolognese del Risorgimento 801
naie democratica e patriota intese premiarlo dei patimenti sofferti dandogli un pubblico ufficio alla Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, alle dipendenze dirette del Bibliotecario conte Giovanni Marchetti, il fine poèta della Notte di Dante .
In quegli anni avventurosi Zappoli prese grandissima parte alla vita pubblica e politica portandovi tutto il suo impeto : scriveva nei periodici più accesi, fondò e diresse il giornale La Costituente, fu nominato presidente del Circolo popolare. Dopo la memoranda giornata dell"'8 agosto 1848 scrisse un dramma, in ventiquattro ore, intitolato da prima II trionfo del popolo bolognese neU'8 agosto 1848, e subito dopo La cacciata dei Tedeschi da Bologna, del quale dramma non mi occupo perchè già ne parlarono, nel volume sull'cc Arena dei Sole il Cosentino e su di un giornale, cittadino il Patrizi, e altri parecchi lo ricordarono. Esiste dello Zappoli anche un canto di riconoscenza ai martiri della libertà italiana che fcgli stesso declamò nel teatro del Corso la sera del 26 marzo 1848 nelle feste per l'elargita costituzione pontifìcia.
Ma tornarono nel maggio del 1849 gli Austriaci. Cacciato dal posto che aveva in Biblioteca e da ogni altro ufficio, fu imprigionato dal comando tedesco, dal quale tuttavia veniva liberato dopo 16 giorni. Passato il Governo a mons. Bedini, questi nel febbraio del 1850 lo fece di nuovo arrestare, Io lasciò trascinare, nonostante fosse malaticcio, di prigione in prigione, sino alla tremenda del forte di San Leo, di dove fu poi tratto per essere condotto a Imola dinanzi al tribunale statale; e là fu condannato a venti anni di galera. Facendosi sempre più gravi le sue condizioni di salute, affranto come era dalla tisi, la tenera sua consorte ottenne che gli fosse più tardi commutata la pena nell'esilio, fuori d'Italia.
Si avviò verso il Piemonte; poi lungo la Riviera Ligure, facendosi sempre più acuto il male, si fermò qualche giorno a Nervi e là morì la mattina del 22 gennaio 1853.
Sulla sua tomba volle fosse incisa questa forte e calda epigrafe in tutto rispondente all'animo suo, che egli stesso scrisse pochi giorni prima di morire :
Copre questa pietra AGAMENNONE ZAPPOLI Bolognese dottore in ambe le leggi. Non seppe che fosse odio non fece male ad alcuno amò VItalia sovra a tutto e per tutta la vita tutto per essa sacrificò Giacque vittima delia clericale romana