Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1934
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pagina
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805
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Fonti inesplorate della Marina Sarda 805
FONTI E DOCUMENTI
FONTI INESPLORATE DELLA MARINA SARDA
Le varie Amministrazioni statali, dopo la costituzione del Regno d'Italia, per lo più hanno considerato gli Archivi generali, di Stato, essenzialmente come i locali dalla Provvidenza assegnati per lo sgombero dei loro archivi particolari.
Nel Napoletano le Magistrature centrali del già Regno delle due Sicilie, o meglio gli Uffici di stralcio, che seguirono, al 1860, e poi tutte le Amministrazioni dipartimentali, distrettuali e provinciali del nuovo Regno hanno versato, nella maggior parte senza restrizione o limite, quanto era d'intralcio ai loro archivi correnti: documenti di antiche amministrazioni, delle quali avevano raccolta la successione, e della propria, documenti di carattere politico e riservato, o di interesse patrimoniale, mescolati insieme con atti di contabilità, con carte di piccola corrispondenza, talvolta di pura trasmissione, con atti di interesse temporaneo o transitorio, di ni uri valore, né storico né amministrativo.
Il danno che da ciò è derivato alla valorizzazione delle carte veramente utili è evidente; quei vasti locali del grande edificio che nel 1835 era stato destinato a costituire il Grande Archivio del Regno (1) furono sovraccarichi di carte di valore incerto. Innanzi alla mole delle scritture i mezzi si resero inadeguati ai lavori di riordinamento, e documenti davvero intéressanti rimasero e rimangono ancora nascosti ed inesplorati. Provvidenziali talvolta sono riuscite le operazioni di scarto, ponderatamente eseguite, liberando dalla zavorra e mettendo in luce documenti importanti, che nessuno avrebbe mai cercati là dove
(1) H. rescritto 25 aprile 1835. Cfr. GRANITO DI BELMONTE, Legislazione positiva, Napoli, 1855, pp. 125-6.