Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LOMBARDIA
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1934
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Achille Corbelli
allo sbaraglio la corona è la vita propria e. dei suoi, e- sacrificava LI suo popolo per la salvezza dell'indipendenza lombarda appena conquistata col sangue. Argomento preoccupante e su cui gli storici di quelle vicende non hanno per lungo tempo voluto fissare con occhio libero dalla caligine dei preconcetti la loro attenzione: e ne avrebbero ricavato ben forti e valide giustificazioni ai cosidetti molti tentennamenti e molti errori tanto vituperati in Carlo Alberto e nei suoi! Leggano quelli, che ancor non è molto hanno attribuito la colpa della sconfitta al Piemonte, un libro, che non è più recente, il Carteggio del Governo Provvisorio di Lombardia con i suoi Rappresentanti al Quartier generale di Carlo Alberto (2), nobile, onesta fatica del lombardo Antonio Monti; leggano più specialmente i richiami al Governo Provvisorio di Milano del suo stesso inviato conte Martini, e vedranno di quanto ostacolo e danno fossero le diffidenze e lo spirito municipalistico di tanta parte del popolo e l'inerzia di quel governo, in così stridente contrasto coll'opera generosamente cavalleresca del Magnanimo Re (3).
Una riprova dello stato di inquietudine e d'instabilità dei popoli di Lombardia e della fiacchezza e inettitudine del governo provvisorio è appunto nella lettera del Porro che pubblichiamo. Egli infatti comincia col confessare di non essere in grado di conoscere sufficientemente lo stato del paese e le opinioni, a causa della sua carica ufficiale, che lo costringe a frequentare un ristretto numero di persone. A noi pare invece che la carica stessa avrebbe dovuto porlo non a contatto, ma in condizione d'essere informato degli umori e delle tendenze dei suoi amministrati, essendo quella dell'informarsi a tal riguardo una delle necessità più ovvie per qualsiasi governo, e in special modo urgente per quello che, come il Lombardo, aveva a destreggiarsi fra contingenze tanto incerte e pericolose.
Meno male informato tuttavia si dimostrai il Porro di quanto tale sua dichiarazione non faccia presagire: egli infatti innanzi tutto esclude l'esistenza di un partito favorevole all'Austria, per Podio accumulatosi nell'animo del popolo sopratutto in seguito alle ultime atrocità commesse dagli Austrìaci: e di questo noi possiamo senza esitazione dargli atto; mentre non altrettanto siamo disposti ad ammet-
(2) Edito riatta Sòc. Naz. Ri*. II-., Comitato Regionale Lombardo, Milano, Caddeo, 1923.
(3) Vedasi anche: A. COLOMBO. Carlo Alberto. In voi. V Bibl. Pop. Stor. lìis. tt.t Roma, 1951, cap. VII: La prima guerra di indipendenza.