Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LOMBARDIA
anno <1934>   pagina <828>
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Achille Corbelli
vano più al princìpio repubblicano che alle forme municipali si concentrarono nel più grande partito repubblicano che ricevette maggior consistenza eoll'amvo degli emigrati e di Mazzini, Alcuni di essi vogliono assolutamente cominciare dalla forma, altri mettono innanzi l'unità italiana come scopò e riservano o ostentano riservare la forma di repubblica come mezzo più o meno necessario secondo le circostanze. Avrà forse veduto un manifesto de' primi firmato da una centina di persone. Molte fra esse sono stimabilissime per carattere, ma non rappresentano né capacità atte a guidare gli affari uè interessi più o meno estesi uè vere influenze sul popolo. Le circostanze poi che evidentemente dimostrano la necessità della cooperazione del Piemonte alla salute d'Italia toglie di giorno in giorno peso a questo partito che si basava sulla confidenza nata ne' primi giorni della civica vittoria di Milano.
Non parlo di alcuni intriganti che cercano di mettere dubbi dissensi e solle­vare gli animi degli operai alle questioni di salari, etc, perchè né sono degni del nome di partito né la loro influenza può rendersi pericolosa sovra un popolo eminentemente buono e pacifico e che attualmente è nelle fortunate circostanze di un lavoro il più animato.
Rimane il rimanente della nazione nella maggior parte de' quali valgono le idee di stabilità necessarie a proleggere lo sviluppo de' grandi interessi agricoli industriali commerciali; vale il concetto che conviene colla solidità di un grande stato politico rigettare le influenze estere; vale il senso pratico che chiama li Italiani alla maggiore unità possibile; vale il dubbio, o la certezza, che la bandiera repubblicana in Lombardia getterebbe le altre Provincie italiane in una guerra civile della quale non possiamo prevedere le vicissitudini e le conseguenze princi­palmente nelle attuali circostanze d'Europa, oltre il rimorso e l'obbrobrio di fomentare simili guerre; vale il sentimento del pericolo che ancora fra noi corre per le eventualità della guerra; vale la gratitudine verso chi ha concorso con tanti sacrifici e rischi alla nostra difesa. Vale il dubbio che cadendo il potere in mano delle minorità non abbia ad uscirne un governo forzatamente violento. Io son persuaso che a questo partito apparterrà il decidere le sorti del paese ove o [da] maggiori circostanze o [da] qualche colpo di mano delle minorità non venga impedito di manifestare pacificamente il suo voto.