Rassegna storica del Risorgimento

1857
anno <1934>   pagina <835>
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Relazioni inedite sui movimenti rivoluzionari del 1857 835
l'ancien et le nouveau monde. Lea filibnatiers, qu'ils s'appcllcnt Walker on Maz­zini, son toujours aure de trouver un point de salut si lenr entreprise manque, et d*y ótre recus par une populaiion ignorante avec enthousiasme comme des héroB.
Mad. la Grand Duchesse héréditaire, quoique le palaie où S.A.l. se tronvc, soit situé au milieu de la ville de Livourne, n'a cepcndant eu aucun soupeon de ce qui se passait. Si aucun nouvei évèncracnt n'a lieu* la Princesse resterà à Livourne.
Mad. la Grand Duchesse ayant fixé son départ pour les bains de Luques à
hier, n'a rien changé à ses projets, et S.A.l. s'est effectivement rendue hier avec
les jeunes Archiducs et Mad. l'Archiduchesse Louise aux Bagni di Lucca.
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Annexe da rapport 2-VIL1857
li tentativo di sommossa tante volte annunziato e sempre rimesso ebbe ieri sera 30-VI un principio di esecuzione. Una mano di scellerati della fazione demo­cratica armati nella massima parte di stiletti e di qualche fucile assalivano con incredibile audacia alcuni Corpi di Guardia, e gode l'animo a dirlo, la Milizia diede una splendida smentita alla setta che osava contare sulla di lei infedeltà, e in breve ora, forza completa rimase alla Legge.
Fino dalle 2 pomeridiane era stato reso conto a S. E. il Governatore che i caporioni della fazione diretta da Barbini Ghezzi e Pacini avevano deliberato d'insorgere tra le 6 e le 7 pom. e poco dopo le 5 fu nuovamente prevenuto che i Settari si disponevano ad effettuare a momenti l'iniqui loro disegni cominciando colTavventarsi contro i corpi di Guardia.
Difatti poco dopo le 6 il movimento si manifestò quasi contemporaneamente in più punti della città cioè sui Condotti in via S. Giovanni e alla Gran Guardia in Piazza d'Arme.
Alla Gran Guardia alcuni Settarj armati di stiletti si scagliarono di foga sulla Milizia, ferirono di primo impeto il tenente Giannini che comandava il posto e disarmarono un soldato, ma respinti bravamente a fucilate e colpi di baionetta, pagarono con la loro vita il misfatto e furono costretti alla fuga.
Bisogna aver veduto come fu visto dalle finestre del palazzo governativo codesta fazione per credere a tanta audacia e ferocia. I settari ributtati dalla milizia si prendevano a corpo a corpo coi soldati, giuocavano a colpi di pugnali contro le baionette e tentavano d'uccidere e disarmare.
La lotta scellerata durò alquanti minuti, e fu spinta fino fuori dalla spianata della Gran Guardia verso il Duomo ove alcuni Militari si erano avanzati corag­giosamente in soccorso delle sentinelle esterne del posto.
In via S. Giovanni un nitro manipolo di faziosi si avventò contro il Mag­giore Sardi di Gendarmeria che recavasi a dare alcuni ordini. Il sergente mag­giore Ricini dello stesso Corpo, che generosamente s'interpose a di lui difesa ebbe la gola tagliata con un colpo di coltello. Quando accorse l'aiutante maggiore Gen­nari con un distaccamento di linea respinse l'inquo attacco a fucilate e potè libe­rare il Sardi da imminente perìcolo.
Sui Condotti altri Settarj si gettarono sulla Milizia che cominciava a compa­rire e specialmente sui gendarmi. All'aiutante Zanetti del 4. battaglione furono tirate due pistolettate senza ferirlo, ma anche costi la truppa spiegò valore e